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Seicento - Crisi europea

Crisi demografica ed economia in Germania
La guerra aveva causato una crisi demografica altissima in Germania. La popolazione si era ridotta in quei 30 anni di quasi un terzo, si era assistito ad un arretramento delle terre coltivate, un tempo dissodate e lavorate e ora tornate allo stato di pascolo.

Pestilenze e carestie nell'area mediterranea
La situazione era tragica per le conseguenze della guerra, ma anche il resto dell’Europa mediterranea subì le conseguenze della guerra. A mietere milioni di vittime era stata soprattutto la guerra, accompagnata dalla distruzione, le pestilenze e la fame, che avevano colpito anche l’Europa mediterranea. L’Italia era appena stata sfiorata dalla guerra dei 30 anni, ma le epidemie di peste non l’avevano risparmiata, avevano colpito soprattutto le regioni settentrionali. Una seconda ondata di peste si verificò nel 1656 nel meridione. Anche più tardi nella castiglia.

L’Italia sotto il dominio spagnolo
Dopo la pace di Cateau Cambresis metà dell’Italia passò sotto il dominio Spagnolo. Anche le altre città che non ricadevano sotto giurisdizione spagnola erano comunque sottoposte al peso e alla pressione politica di Madrid.

Dalla città alla campagna
La Spagna aveva agito pesantemente sulla maggior parte dei territori Italiani e imponeva un duro fiscalismo che aveva fatto scoraggiare molti commercianti, che passarono a lavorare in campagna. L’italia spagnola conobbe una profonda trasformazione economica, che si espresse nel ridimensionamento della produzione manifatturiera, furono fatti investimenti nel settore agrario. C’era un pesante fiscalismo esercitato dalla corona di Spagna a partire dalla guerra dei 30 anni.

La piccola glaciazione del Seicento
Per lungo tempo questa glaciazione fu ignorata. Era un abbassamento della temperatura di circa un grado che aveva causato ritardi nei raccolti e cali delle rese, con il conseguente peggioramento delle prestazioni della produzione agricola. Lo sfruttamento esercitato dai signori sui contadini si fece infatti più duro e oppressivo.

L’Europa cambia baricentro
È difficile parlare del 600 come un periodo uniformemente contraddistinto dalla crisi. E' più corretto affermare che i centri del commercio e della ricchezza si spostarono. Aree come la Germania e quella mediterranea conobbero una regressione economica, mentre paesi come Inghilterra, Olanda e Svezia furono protagonisti di uno slancio che aumentò la ricchezza e contribuì allo sviluppo di un orientamento esistenziale improntato all’iniziativa e all’ottimismo. Si può dunque parlare del '600 europeo come di un secolo di luci e ombre.

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