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Corsi e ricorsi storici

Nel ripercuotersi e ripresentarsi, nel corso del tempo, dei corsi e i ricorsi storici ciò che è identico è l'accadere dei fatti, ciò che cambia è il modo, le guise, con cui tali fatti avvengono. In altre parole, possiamo dire che la filosofia (costituita dall'universale, il vero) si mantiene sempre assolutamente costante nelle sue leggi; la filologia (determinata dal particolare, il certo) muta puntualmente nelle sue forme e modalità.
Ad esempio, gli uomini hanno avuto ed hanno sempre riguardo e rispetto per i loro morti, cionondimeno manifestano il loro culto e la loro pietà in diversa maniera: depongono i corpi, privi di vita, nelle grotte, sotto terra o in un grandioso monumento marmoreo, ovvero raccolgono le ceneri per conservarle o spargerle al vento, dopo aver bruciato il cadavere.
E così vediamo come, nel corso della storia, può sorgere un dittatore che trova un largo seguito e questo può essere Cesare o Napoleone; oppure è possibile che un tiranno venga cacciato o ucciso e questi può essere Tarquinio il Superbo o Robespierre...

Perciò i motivi che determinano gli avvenimenti sono identici; variano le circostanze ed i modi con cui essi accadono: la filosofia rischiara ed invera i fatti che la filologia le presenta.

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