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Cartesio (1596 – 1650)

Cartesio si vuole contrapporre alla filosofia rinascimentale (neopitagorismo e neoplatonismo). E' considerato come il padre della filosofia moderna razionalista.
Il suo discorso sul metodo si divide in 6 parti:
– Esperienza scolastica: E' molto deluso dalla scuola in quanto non gli ha portato nessun vantaggio se non quello di mostrargli la propria ignoranza. Afferma che la storia è totalmente inutile in quanto distoglie l'attenzione dal presente e dal futuro. Retorica e politica sono anch'esse materie inutile poiché poeti si nasce non si diventa.
– Regole del metodo: Enuncia 4 regole principali per un nuovo metodo semplice: Regola dell'evidenza (accogliere per vero solo ciò evidentemente tale, che non può essere messo in dubbio), ANALISI (Scomporre. Risolvere il problema passando dal complesso al semplice), SINTESI (Passaggio dal semplice al complesso), ENUMERAZIONE (controllare che tutti i passaggi siano tra loro composti). Applica dapprima questo metodo alla matematica ottenendo risultati interessanti, risolvendo problemi prima irrisolvibili.

– Morale provvisoria: Dapprima mette in dubbio la morale e l'etica e prima di demolirle pone delle massime di morale provvisoria: 1° (obbedire alle leggi, praticare la propria religione, avere opinioni moderate), 2° (essere risoluto nelle decisioni), 3° (cambiare i propri desideri --> il mondo è infatti immutabile e non lo possiamo cambiare; siamo così costretti a piegarci al mondo perchè più facile. Siamo in grado solo di dominare noi stessi). Ne segue così una scelta, quella della cosa migliore: progredire nella conoscenza per maggiori soddisfazioni e per progredire così anche nelle virtù.
– Dubbio metodico: Prima certezza di Cartesio (cogito ergo sum) con il conseguente rigetto di tutto ciò non fosse certo (mette in dubbio la conoscenza sensitiva, razionale e umana e salva solamente i contenuti della fede e la matematica). Arriva a mettere in dubbio la stessa matematica e dal dubbio metodico e iperbolico ricava la sua prima certezza.

IO: Cogito ergo Sum. Dubito di tutto ma siccome dubitare è pensare, se io dubito è indubitabile che io esista. 1° obiezione: non prima certezza perchè a conclusione di un ragionamento, sillogismo (risponde che non si deve dare importanza all'ergo, è una ripetizione inutile; il cogito è un ragionamento). 2° obiezione: la prima certezza è il principio di non contraddizione (risponde che è la prima nozione conosciuta non il primo ente). 3° obiezione: il cogito è copiato dal Si Fallor Sum di Agostino (risponde che non è la stessa cosa in quanto oltre che ammettere la nostra esistenza mostra anche che siamo sostanza immateriale, pensante). 4° obiezione: dire cogito ergo sum equivale a “io passeggio, sono un passeggiante (Cartesio intende il pensiero come atto di pensare).

Nascono 3 tipologie di idea: innate (Dio pone delle idee nell'uomo alla nascita), avventizie (provengono da un mondo esterno) e fittizie (create dall'uomo, senza nessuna garanzia).

DIO: prova la sua esistenza con 3 prove (la 1° e la 2° a posteriori e la 3° come continuamento di Anselmo). 1) se ho l'idea di perfetto e io sono imperfetto, questa idea deve venire da un ente esterno, Dio; 2) Io sono imperfetto. Se mi fossi fatto io mi sarei fatto perfetto e quindi mi ha creato qualcuno di perfetto, Dio. 3) il perfetto ha tutte le perfezione e l'esistenza è una perfezione quindi il perfetto esiste. 4) Se Dio non esistesse sarebbe il delirio perchè non cambierebbe nulla comportarsi bene o male.

MONDO: 1 – le cose materiali possono esistere ma solo negli aspetti matematizzabili.

Intuizione Ant. = Da intus – ire, andare dentro. La parte più importante è la conoscenza essenziale.
Intuizione Cart. = Da intueor, cogliere un oggetto. Conoscenza individuale e separata.


Differenza Fil.Mod – Fil.Ant
Vi sono 2 diverse interpretazioni: quella tradizionale (Fil.Ant. Interessata all'essere – Fil.Mod. Interessata al conoscere) e quella recente (Fil.Ant. Sapere per il sapere – Fil.Mod. Sapere per il potere). Questo mutameto nel modo di pensare si trova in due motivi: uno “recente” (si afferma la classe borghese che vuole sfruttare la natura) e uno liberale (l'imporsi dell'etica protestante che credono nella predestinazione).

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