Mongo95 di Mongo95
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La logica non amplia la nostra conoscenza, nonostante il suo rigore e ordine. Le matematiche divise in due modi diversi a seconda del loro uso, cioè analisi e algebra. La prima ha a che fare con le figure, cioè la geometria, ed è utile all’intelletto, ma sforza l’immaginazione. Il metodo che si vuole proporre deve tenere conto dei suoi aspetti positivi, quindi mantenere legame con l’immaginazione senza che l’intelletto ne sia subordinato. La seconda è arte oscura e confusa, un ostacolo. L’algebra positivamente simbolizza attraverso cifre le unità rendendole semplici e universali, ma la bisogna però ulteriormente semplificare, togliendole tutto ciò che ha di confuso. Logica, analisi e algebra sono prese in considerazione, e si vuole mantenerne alcune caratteristiche per il metodo, evitandone però i limiti.
Un concatenarsi ininterrotto della ragione, la cui novità sta in un metodo di (forse) ispirazione matematica che vale proprio per tutto. Applicabile a tutti i domini dell’umano. È esplicito che il modello è il sapere matematico, ma soltanto il modello, non il metodo. Ciò che interessa a Cartesio sono “rapporti e proporzioni”, l’unica parte della matematica che gli interessa, quella secondo lui più feconda, da applicare sempre e comunque a tutti i casi a cui conviene. Questo metodo pretende di essere utilizzato in modo complessivo e in modo universalizzato. Analisi e algebra sono la cosa più importante. La logica non ci fa scoprire nulla, ma questo metodo che divide il semplice dal complesso e enumera aiuta a scoprire, in quella che si chiama inventio. Il metodo analitico è un metodo di scoperta di cose nuove. Un semplificare necessario ma fecondo. E trovare una soluzione anche per ciò dove la questione sembra indeterminata. L’unico obiettivo è trovare una soluzione ad un problema di partenza. E naturalmente esiste una sola verità, che deve essere ricondotta a parti semplici, comprensibile e individuabile da tutti. Ancora il criterio della completezza del metodo: tutto a disposizione di tutti. La filosofia è ciò che indica i principi scientifici a cui le scienze devono rifarsi, è lì che si può trovare quel metodo che possa essere applicato a tutte le scienze. Cartesio, 23enne, aveva capito di avere per le mani uno strumento molto interessante, ma aspetta un ventennio per parlarne al pubblico, col timore di sbagliarsi in età giovanile. Quindi prima si occupa di sradicare tutte le opinioni errate dalla sua mete, facendo una serie di esperienze, osservazioni, esperimenti, sempre esercitando il metodo da lui ideato, indirizzandosi verso di esso, verso una direzione che non è naturale, dato che il nostro istinto ci porta a credere a tutto quello che vediamo e al giudizio che abbiamo a priori. Indirizzarsi verso una nuova strada che ci porta a fare a meno di tutto questo e utilizzare un nuovo metodo.

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