Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Cartesio è il fondatore del Razionalismo, un movimento filosofico del '600 che valorizza la ragione come unico strumento di conoscenza per raggiungere la verità.
  • Il suo noto principio "cogito ergo sum" esprime la certezza dell'esistenza dell'individuo nel momento in cui pensa, costituendo la base del suo pensiero filosofico.
  • Nel "Discorso sul metodo", Cartesio stabilisce un metodo universale e scientifico, distaccandosi dalla filosofia scolastica e dall'approccio aristotelico.
  • Cartesio identifica tre tipologie di idee: aventizie, fattizie e innate, con particolare attenzione a quelle innate, che non derivano dall'esperienza esterna.
  • Le tre prove dell'esistenza di Dio elaborate da Cartesio includono la prova della causalità, l'argomento della perfezione e la prova ontologica, tutte mirate a sostenere l'idea di un essere supremo.

Il razionalismo di Cartesio

Cartesio è il fondatore del Razionalismo , un movimento filosofico del ‘600 che esalta la ragione come unico strumento di conoscenza e quindi come strumento per raggiungere la verità. Fu uno dei filosofi più importanti dell’ epoca moderna; egli esaltò il metodo del dubbio: dubita, cioè, di tutta la realtà circostante, per poi arrivare a definire una certezza di cui non si può dubitare.

Il “cogito ergo sum” è la certezza che ha l’ uomo di esistere nel momento in cui pensa, e rappresenta il primo mattone della conoscenza secondo il metodo del dubbio di Cartesio.

La vita di Cartesio

Cartesio nasce in Francia nel 1596 e studia presso un collegio amministrato dai gesuiti dove riceve una formazione sia scientifica che filosofica; approfondisce infatti la filosofia scolastica e legge molti testi che riguardano l’ ambito scientifico. Si laurea in diritto e inizia a viaggiare molto per tutta l’ Europa, partecipa come soldato alla guerra dei 30 anni; in seguito, per approfondire i suoi studi filosofici si trasferisce in Olanda, un paese libero sia dal punto di vista religioso che filosofico.

Durante gli ultimi anni della sua vita si trasferisce in Svezia, poiché la regina Cristina lo chiama alla sua corte per insegnare filosofia a lei e ai figli; durante questo soggiorno il filosofo pubblica un altro testo intitolato “Le passioni dell’ anima”. Muore nel 1650.

Il discorso sul metodo

Nel 1637 pubblica il suo capolavoro, intitolato Discorso sul metodo. In questo testo Cartesio definisce con certezza il suo metodo filosofico, che deve essere:

- universale, applicabile cioè a qualunque ambito del sapere;

- scientifico, per condurre l’ individuo alla verità, alla certezza attraverso la ragione.

Nel definire questo metodo Cartesio si distanzia

- dalla filosofia scolastica perché riteneva che proponesse delle dimostrazioni molto complesse e articolate per arrivare alla verità;

- da Aristotele perché la scienza da lui elaborata non è in grado di spiegare i fenomeni.

Il testo è stato scritto in francese e non in latino, e questa è stata una scelta metodologica ben precisa, infatti Cartesio voleva che il suo contenuto fosse accessibile a tutti.

Questo libro ha un duplice valore: 1) Metafisico, perché Cartesio di occupa di studiare alcune realtà che appartengono alla metafisica (es. . Dio e l’ anima);

2) Gnoseologico, perché il tema centrale del libro è la conoscenza, come l’ uomo conosce.

La parola metodo deriva dal greco e significa strada, percorso; l’obiettivo del testo è quello di tracciare un percorso che permetta all’ uomo di raggiungere la verità, la piena conoscenza.

Il testo è suddiviso in 6 capitoli, in ognuno viene approfondita una tematica:

I Capitolo: Cartesio espone l’ importanza e il valore di un metodo scientifico;

II Capitolo: vengono esposte le regole principali del metodo (definizione teorica delle regole);

III Capitolo: vengono analizzati i principi operativi del metodo (applicazione delle regole);

IV Capitolo: è il capitolo più importante, Cartesio affronta il PROBLEMA DEL DUBBIO METODICO e riflette in maniera approfondita sull’ anima e sull’ idea di Dio (fornisce le 3 prove);

V: fa una differenziazione tra l’anima umana e quella animale;

VI: chiusura del testo, esaltazione della scienza (intesa come conoscenza,quindi filosofia), a cui Cartesio dice di voler dedicare tutta la sua esistenza.

Le regole del metodo

Cartesio lavora al problema della definizione delle regole del metodo per molto tempo, in alcuni testi precedenti al “Discorso sul metodo” ne elenca 19, che vengono infine riassunte in 4.

Per identificarle usa una logica deduttiva che ricava dalla matematica e estende a tutti gli altri campi del sapere.

- Regola dell’ evidenza: una conoscenza è vera se appare alla nostra mente in maniera immediata, deve essere cioè chiara e distinta (es. la pioggia è acqua, cade dal cielo e se sto sotto mi bagno).

- Regola dell’ analisi: afferma che un problema complesso, per essere conosciuto e analizzato, deve essere scomposto nelle singole parti che lo costituiscono in modo tale che ciascuna di queste parti possa essere analizzata dalla regola dell’ evidenza (es. la pioggia cade dal cielo, è un fenomeno meteorologico).

- Regola della sintesi: è necessario collegare, attraverso una logica deduttiva, i problemi più semplici in modo da poter ricostruire la complessità del fenomeno da analizzare (inverso regola dell’ analisi - es. la pioggia è un fenomeno meteorologico perché dipende dai passaggi di stato)

- Regola della revisione o enumerazione: consiste nel riconsiderare tutte le fasi precedenti per verificarne la loro applicazione (procedimento simile alla verifica del metodo sperimentale - es. è vero quello che ho detto fin’ora; conclusione: la pioggia è un fenomeno meteorologico)

Il dubbio metodico

All’ interno di questo capitolo Cartesio definisce il dubbio metodico o iperbolico; il suo obiettivo è quello di trovare un principio indubitabile che diventi il fondamento di tutta la conoscenza.

Il filosofo estende la metodologia del dubbio a qualunque ambito del sapere, per arrivare ad affermare che nessuna conoscenza di ordine pratico si può sottrarre al dubbio.

Il cogito ergo sum

Il suo discorso si articola su diversi livelli:

- è necessario dubitare dei sensi, (conoscenza sensibile) perché questi possono ingannare l’ individuo;

- esistono delle conoscenze che ci appaiono vere, quando in realtà non lo sono, per spiegare questo Cartesio usa un esempio, cioè che si può sognare di essere svegli mentre in realtà si dorme.

- le nostre esperienze sono delle illusioni, non delle conoscenze reali (dubita prima delle conoscenze sensibili, poi di tutte le conoscenze, anche a livello astratto)

- si può anche supporre che l’ uomo sia stato creato, non da un Dio buono, ma da un genio maligno che inganna l’ uomo e gli fa apparire vero ciò che in realtà è falso

- il dubbio di Cartesio si è esteso a qualunque ambito della conoscenza, è diventato quindi universale o iperbolico. Ma nell’ individuo emerge la prima certezza fondamentale: può dubitare e pensare solamente un soggetto che esiste, per cui Cartesio arriva ad affermare “cogito ergo sum” (penso dunque sono). Da questa affermazione fa derivare la sua idea di uomo “res cogitans” e "res extensa" ( unione di spirito e materia)

Cogito ergo sum” non è un sillogismo (deduzione logica),ma una percezione immediata di noi stessi: relazione con la regola dell’ evidenza (la più importante perché si applica a qualunque realtà), e come questa è immediata, allo stesso modo è immediato il cogito ergo sum; l’ individuo però prova solamente la sua esistenza, non quella degli altri (io non posso dire che una persona esiste perché potrebbe essere un’ illusione).

Attraverso l’affermazione del “cogito ergo sum” la filosofia subisce una svolta fondamentale perché si passa dal piano ontologico a quello gnoseologico: prima di Cartesio la filosofia si occupa dell’ essere, dopo Cartesio il problema fondamentale diventa come e attraverso quali principi l’ uomo conosce (fino a Kant).

Le idee secondo Cartesio

Cartesio definisce l’ uomo come “res cogitans” , e in quanto essere pensante l’ individuo ha elaborato delle idee, cioè contenuti di pensiero (si differenzia da Platone, per il quale l’ idea è la realtà).

Il filosofo identifica 3 tipologie di idee:

- Aventizie: idee che derivano dall’ esperienza degli oggetti, dalla realtà al di fuori del soggetto (es. un sasso).

- Fattizie: idee inventate dal soggetto stesso, sono frutto dell’ immaginazione e non provengono dall’ esperienza (es. i miti).

- Innate: presenti nell’ individuo fin dalla nascita, non provengono dal mondo esterno e non sono neanche invenzioni dell’ individuo. Esse sono chiare e distinte, rispondono alla regola dell’ evidenza e in questa tipologia rientrano solo le idee matematiche e l’ idea di Dio, concepito come l' essere creatore dell’ universo.

Le prove dell'esistenza di Dio

Il filosofo fornisce 3 prove sull’ esistenza di Dio:

- Prova della causalità: l’ idea di Dio come essere perfetto non deriva né dall’esperienza, né dal singolo individuo perché sono entrambi realtà finite. Invece l’idea di Dio è innata, presente nell’ uomo fin dalla nascita “Presente nell’ uomo come un marchio di fabbricazione”, e secondo il filosofo ogni idea deve essere generata da una causa proporzionata, allo stesso modo l’ idea di Dio può essere causata solo da una sostanza infinita e perfetta, per questo motivo bisogna ammetterne l’ esistenza;

- Argomento della perfezione: se si suppone che Dio non esiste, l’ individuo si deve chiedere da dove possa derivare il suo pensiero (qualità superiore), pertanto se l’ uomo fosse causa di se stesso si sarebbe dato delle perfezioni che invece non possiede; l’uomo non può essersi creato da solo , ma deve esser stato creato da Dio, il quale ha posto in lui l’ idea di perfezione;

- Prova ontologica: è una ripresa dell’ argomento ontologico (come S. Anselmo), si fa’ derivare esistenza di Dio dall’ idea di Dio.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale del razionalismo cartesiano?
  2. Il razionalismo di Cartesio esalta la ragione come unico strumento di conoscenza, portando alla definizione del "cogito ergo sum" come certezza dell'esistenza dell'individuo nel momento in cui pensa.

  3. Qual è l'importanza del "Discorso sul metodo" di Cartesio?
  4. Pubblicato nel 1637, il "Discorso sul metodo" definisce il metodo filosofico di Cartesio, che deve essere universale e scientifico, distaccandosi dalla filosofia scolastica e da Aristotele.

  5. Come Cartesio affronta il problema del dubbio metodico?
  6. Cartesio utilizza il dubbio metodico per trovare un principio indubitabile che diventi il fondamento della conoscenza, affermando che nessuna conoscenza pratica può sottrarsi al dubbio.

  7. Quali sono le tre tipologie di idee secondo Cartesio?
  8. Cartesio identifica tre tipi di idee: aventizie (derivanti dall'esperienza), fattizie (inventate dall'immaginazione) e innate (presenti fin dalla nascita, come le idee matematiche e l'idea di Dio).

  9. Quali sono le tre prove dell'esistenza di Dio fornite da Cartesio?
  10. Le prove dell'esistenza di Dio secondo Cartesio includono la prova della causalità, l'argomento della perfezione e la prova ontologica, tutte mirate a dimostrare che l'idea di Dio è innata e necessaria.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community