Mongo95 di Mongo95
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Cartesio descrive come procedere rendendo semplici le cose complesse, per poi salire di grado. Quindi l’utilizzo della seconda e terza regola: da complesso al semplice e dal semplice al complesso. Questa regola ci dice alcuni concetti molto generali ancora. Il filo di Teseo viene utilizzato come metafora, per ritrovarsi nel labirinto della natura al cui interno è difficile orientarsi, e quindi bisogna utilizzare un filo conduttore, un ordine che ci metta sulla giusta via e ci eviti di dover procedere a tentoni. Se la natura è un labirinto, allora significa che non è orientata in termini matematici come dice Galilei, oppure bisogna trovarlo questo ordine? L’ordine della natura è ontologico o va costruito? Cartesio propende per la seconda, dobbiamo noi costruire un ordine, proprio come i matematici costruivano le figure e risolvevano i problemi. L’idea di costruibilità è alla base della geometria euclidea, l’artificiale. Ma Cartesio non è così netto nel giudizio tra episteme e ontologia nella natura. Fa tre esempio di chi si comporta non secondo il suo ideale: astrologi, che cercano di indicare gli effetti senza conoscere le cause; chi studia la meccanica senza la fisica, adoperandosi negli strumenti della tecnica senza però conoscerne le leggi fisiche alla base; i filosofi, che non osservano e trascurano la realtà e gli esperimenti pensando che siano sufficienti i loro sillogistici ragionamenti a priori che non conducono a nuove conoscenze. Tre esempi di trascuratezza del metodo esatto che non ottengono la vera conoscenza. Seguono un ordine oscuro, causale, falso. O da iniziati che non serve alla ragione universale.

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