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Il metodo

Il metodo per Cartesio è un criterio unico che serva all’uomo in ogni campo ed abbia come fine ultimo il vantaggio dell’uomo nel mondo.
Per Cartesio il metodo aveva 4 regole:
L’evidenza: Esclusione di ogni elemento per cui ci fosse un dubbio.
L’analisi: Un problema viene risolto in problemi più semplici.
La sintesi: Si passa gradualmente dalle regole più semplici alle più complesse.
L’enumerazione e la revisione: Offre il controllo delle due regole precedenti.

Il dubbio e cogito ergo sum

Secondo il filosofo dobbiamo considerare almeno momentaneamente falso tutto ciò nei confronti del quale nutriamo anche il minimo dubbio.
Solo così potremo arrivare ad un principio sul quale il dubbio non è possibile.
Io posso essere ingannato o ingannarmi in tutti i modi possibili, ma per essere ingannato io devo esistere: Io non esisto se non come una cosa che dubita, quindi che pensa.
"Io esisto" equivale quindi a dire “io sono un soggetto pensante”. Può darsi che io percepisca un oggetto che in realtà non esiste, ma non posso dubitare della mia esistenza se penso di percepire quell’oggetto.

Le discussioni intorno al cogito

Gassendi mosse nei confronti di Cartesio l’accusa che “cogito ergo sum” fosse un sillogismo del tipo “tutto ciò che pensa esiste, io penso, io esisto”, quindi falso dato che la premessa non è necessariamente vera; ma Cartesio rispose che il cogito non è un ragionamento ma un’intuizione immediata della mente.
Hobbes gli mosse l’accusa che noi non siamo necessariamente il pensiero in quanto tale, ma il soggetto pensante potrebbe essere inteso come qualcosa di materiale: «Passeggio quindi sono una passeggiata»; alla quale Cartesio rispose che l’uomo può voler passeggiare, ma non passeggia sempre, mentre non può smettere di pensare, Il pensiero risulta quindi essenziale.

Dio come giustificazione delle certezze umane

Cartesio divide tutte le idee in tre categorie:
Innate: Sembrano essere innate in me —> La capacità di pensare e di avere idee
Avventizie: Mi sembrano estranee o venute da fuori —> Le idee delle cose naturali
Fattizie: Formate o trovate da me stesso —> Le cose chimeriche o inventate
L'idea di Dio, con le sue perfezioni, è difficilmente stata creata da me che quelle perfezioni non le posseggo, la causa di un’idea infinita non posso essere io che sono una sostanza finita: io sono finito e imperfetto come è dimostrato dal fatto che dubito, ma se fossi la causa di me stesso mi sarei dato le perfezioni che concepisco e che sono contenute nell’idea di Dio. È quindi evidente che io sono stato creato da Dio.
Non è inoltre possibile concepire Dio come essere perfetto senza ammettere la sua esistenza, prerogativa della sua perfezione.
Essendo Dio perfetto non può ingannarmi, perciò tutte le cose che mi appaiono evidenti devono forzatamente essere vere perché Dio le garantisce come tali.

Dualisimo cartesiano

Cartesio ha spezzato la realtà in due zone distinte: La res cogitans e la res extensa, la prima inestesa, consapevole e libera, la seconda estesa, inconsapevole e meccanicamente determinata.
Le unisce attraverso la ghiandola pineale, concepita come la sola parte del cervello che può unificare le sensazioni che vengono dagli organi di senso che sono doppi.

La morale e lo studio delle passioni

Aveva stabilito delle regole di morale provvisoria per evitare che rimanesse irresoluto nelle sue azioni ma obbligato ad esserlo dalla ragione.
La prima regola provvisoria era obbedire alle leggi e ai costumi del paese
La seconda essere il più fermo e risoluto possibile nell’azione
La terza, cercare di vincere piuttosto se stessi che la fortuna e di cambiare i desideri più che l’ordine del mondo.
La forza dell’anima consiste nel vincere le emozioni, mentre la sua debolezza consiste nel lasciarsi dominare da esse.
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