Cartesio (1596-1650)

E’ il fondatore del razionalismo (scienza oggettiva)
corrente filosofica che vede la ragione come la fonte di ogni conoscenza (la scienza/ conoscenza si costruisce su idee innate quindi la scienza/conoscenza è innata)
Il razionalismo si oppone all’empirismo (scienza soggettiva) che nasce con Locke.
esperienza come fonte di conoscenza
La scienza per Cartesio deve essere universale, necessaria e oggettiva e per costruire un sapere valido deve individuare un metodo.
Ha la prima intuizione nel suo metodo nel 1619 ed essa si trova nella sua opera “Regulae ad directionem ingenii”- (regole per dirigere l’ingegno).
Il suo metodo deve condurre a saper distinguere il vero dal falso e parte dal presupposto che l’unica scienza valida per tutti e che non può essere messa in discussione è la matematica e per costruire un’altra scienza bisogna impostarsi sulla matematica.

Le regole del suo metodo matematico:
1. Principio dell’evidenza: non accettare mai per verità ciò che non è evidente

2. Principio dell’analisi: dividere il problema in problemi più semplici
3. Principio della sintesi: riunire le varie soluzioni per arrivare ad un’unica soluzione
4. Principio dell’enumerazione o revisione): revisionare tutto e se torna va bene altrimenti bisogna ricominciare da capo

Sul primo principio Cartesio chiede quali principi devono essere presi per veri e non essere messi in dubbio ed arriva a pensare che niente è evidente perché:
- I sensi ci ingannano
- Dio non lo vedo
- La matematica può essere messa in dubbio perché da qualche parte può esistere un genio maligno che la mette in dubbio
Il dubbio cartesiano è sia metodico che iperbolico:
metodico perché qualsiasi opinione è falsa se su questa si può sollevare anche il minimo dubbio e iperbolico perché anche il dubbio stesso è un dubbio

Quindi dubito di tutto, dubitando penso e pensando sono (cogito ergo sum)

esistenza del dubbio dimostra quella del pensiero il quale dimostra l’esistenza dell’essere

Per dimostrare che ciò che io penso è evidente devo pensare che il genio maligno non esista.
Dimostro l’inesistenza del genio maligno con l’esistenza dell’opposto, ovvero Dio:
1. Io ho l’idea di Dio (perfezione) ed essendo imperfetto (perché dubito di tutto) non posso essermi dato da solo un’idea così perfetta e quest’idea me la può aver data solo un essere perfetto come l’idea stessa, ovvero Dio.
2. Se ci fossimo creati da soli ci saremmo creati perfetti ma siccome siamo imperfetti ci ha creati Dio che ci ha dato l’idea della perfezione ma anche un’immagine imperfetta
3. Prova ontologica: Dio essendo perfetto, esiste anche perché la perfezione contiene tutti i requisiti, anche l’esistenza

Quindi esistendo Dio le idee innate (date da Dio) esistono e di conseguenza anche gli enti matematici esistono.
L’uomo però non possiede solo le idee innate (sempre vere) ma anche quelle avventizie (derivano dai sensi e possono essere vere o false) e quelle fattizie (inventate quindi sempre false)

L’uomo sbaglia perché c’è uno squilibrio tra
- Volontà (infinita): posso volere tutto
- Intelletto (finito): non posso conoscere tutto
Cado nell’errore perché arrivo a pensare quello che non posso sapere

Il discorso cartesiano su Dio è stato oggetto di critiche in quanto costituisce un circolo vizioso perché pretende di dimostrare per mezzo dell’evidenza Dio e l’evidenza tramite Dio.
Anche sulle prove di Dio fu criticato dato che il concetto di perfezione assoluta non è derivabile.

Cartesio suddivide la realtà in due zone:
- RES COGITANS (sostanza pensante) – inestesa e libera
- RES EXTENSA (sostanza estesa) - estesa e determinata da due leggi:
Principio di inerzia: un corpo persiste nel suo stato di quiete o moto uniforme finché una forza non interviene a modificarlo.
Conservazione della quantità di moto: quando un corpo A colpisce un corpo B la quantità di movimento che acquista B è la stessa che perde A quindi la quantità di moto resta invariata.
Attraverso la ghiandola pineale essi comunicano tra loro ed essa non ha nessun valore scientifico ma strettamente spirituale.
La materia deve essere estesa e i suoi principi di moto ed
estensione derivano da Dio.
Lo spazio deve essere continuo, ovvero senza interruzioni e il vuoto non è concepibile ed è infinitamente divisibile quindi la materia non può essere costituita da atomi ma da corpuscoli, frammenti di estensione.
Implicare il vuoto significa andare oltre alla materia e ciò non è possibile e dato che tutto è materia tutto è comprensibile.

Spiegazione meccanicistica: trova la spiegazione nella materia in sé.

Il corpo umano è un corpo esteso e lo paragona ad una macchina che essendo razionale funziona perfettamente
Il meccanicismo e il determinismo sono leggi fondamentali per Cartesio (la realtà è governata da leggi fisiche e materiali)

La morale di Cartesio è una morale provvisoria e l’uomo per essere razionale e felice deve seguire tre leggi:
- Obbedire alle leggi ed ai costumi del paese
- Essere il più fermo e risoluto nell’azione
una volta presa una decisione bisogna continuare su quella strada senza fare passi indietro
- Cercare di vincere piuttosto se stessi che la fortuna
agire su te stesso perché su te hai il potere mentre sulle cose non lo hai
Cartesio scrisse “Le passioni dell’anima” dove distingue azioni e affezioni: le azioni dipendono dalla volontà mentre le affezioni sono involontarie e sono costituite da sentimenti.
La forza dell’anima consiste nel vincere le emozioni mentre la debolezza dell’anima nel farsi dominare dalle emozioni.
La tristezza e la gioia sono le emozioni fondamentali

incontro con situazioni nocive per il corpo e da essa nasce odi incontro con situazioni favorevoli per il corpo e da essa nasce l’amore

t5 pag 166: per definire cosa sono io, Cartesio ricorre ancora al dubbio metodico arrivando alla conclusione che è una res cogitans ovvero una sostanza pensante.

Pascal (1623-1662)
Pascal sostiene l’irrazionalità e fa parte della corrente del’esistenzialismo ovvero si interroga sul perché dell’esistenza.
Era un ragazzo prodigio e scrisse trattati geometrici e inventò la calcolatrice.
Intorno al 1654 si convertì al Cristianesimo e si ritirò presso l’abbazia di Port-Royal per vivere la sua vita in solitudine e preghiera dove già risiedeva sua sorella Jacqueline. Questa dottrina si rifaceva alla dottrina di Giansenio.

In quel periodo c’era un conflitto tra Giansenisti e Gesuiti

Pascal difendeva i giansenisti


Si interroga sul senso della vita (perché sono nato se devo morire, perché sono qui ora e non in un altro momento ecc) e troverà queste risposte nel Cristianesimo.
La mostruosità dell’uomo sta nel fatto che esso continua a vivere senza sapere perché vive.
Pascal ritiene che una mentalità comune nei confronti dei problemi esistenziali della vita sia quello del divertissement

Senza divertimento ci sarebbe la noia.

Anche la scienza è un esempio di divertissement perché risponde a certe domande (fisica, natura delle cose ecc.) ma non a tutte quindi la scienza ha dei limiti:
- Primo limite: esperienza che deve far fronte alla ragione perché l’esperienza frena e circoscrive i poteri della ragione che non sono mai assoluti
- Secondo limite: indimostrabilità dei suoi primi principi perché oltre ai termini primi non si può andare e da essi partono i ragionamenti deduttivi.
- Terzo limite: impotenza di fronte ai problemi esistenziali

Dato che la scienza non può spiegare tutto un’altra via d’accesso per l’uomo è il cuore.
Antagonismo tra ragione e cuore espresso con
esprit de géometrie ed esprit de finesse.

Ragione e cuore hanno ambiti diversi ma non necessariamente si escludono.

La filosofia secondo Pascal ha dei limiti i quali sono l’incapacità di dimostrare l’esistenza di Dio e di spiegare la condizione dell’uomo nel mondo.

Secondo Pascal l’uomo sta in una posizione mediana nell’ordine delle cose (è compreso tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo), tra il tutto e il nulla (l’uomo è un nulla in confronto al tutto e un tutto di fronte al nulla).
L’uomo è un essere paradossale perché in lui coesistono grandezza e miseria e solo la teoria cristiana della caduta giustifica la sua condizione di re spodestato ovvero che avendo avuto contatto con la Verità, il Bene e la Felicità ne sente nostalgia.

L’uomo deve scegliere se vivere come se Dio ci fosse o come se Dio non ci fosse:
Scommettendo sull’esistenza di Dio guadagno l’infinito se esiste
perdo il finito se non esiste
Scommettendo sull’inesistenza di Dio perdo l’infinito se esiste
guadagno il finito se non esiste
Meglio scommettere sull’esistenza di Dio perché mi conviene perdere la finitezza piuttosto che la perfezione

L’uomo deve impegnarsi nella fede aderendo a rituali e consuetudini e la fede dipende dalla grazia (Dio si offre a chi è predisposto ad accoglierlo).

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