Mongo95 di Mongo95
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Agire con ferma risolutezza, il più possibile, e poi seguire la propria strada con costanza, anche se le opinioni sono dubbie, quando è stata scelta, come se invece fossero certe. Quando con l’intelletto non si sa quale opinione sia giusta, con la volontà si prenda una decisione e la si segua, anche senza certezze. La certezza intellettuale viene sostituita dalla ferma volontà. Per lo meno, quando si arriva ad un errore, si ha finalmente una certezza (anche se è solo la certezza di aver scelto sbagliato). Ciò perchè spesso nella vita delle decisioni non permettono il minimo indugio, quindi è necessario proseguire in questo modo, scegliendo il più probabile e moderato, prima del vero. Anche a caso. Ma da quel punto, fino a che bisogna compiere quell’azione, la si deve considerare nella pratica non più dubbia ma verissima. Ancora, sostituzione della certezza dell’intelletto con la fermezza della volontà. Qui il logo viene riproposto in chiave pratica, rifiutando logiche indiziarie, cioè quella logica che si basa sul “colpo d’occhio”, su abilità pratiche e senso dell’opportunità, tutte quelle abilità tipiche dei naviganti senza certezze, o del medico, o del cacciatore. Le leggi della logica indiziaria sono sempre particolari, legate al qui ed ora, che cambia continuamente. Non si va dal particolare all’universale, non ci sono regole di tipo nomologico, si va dal particolare al particolare. Contrapponendo queste due logiche, anche nella morale provvisoria, Cartesio comunque propende sempre per il logos, scegliendo sempre un atteggiamento del tipo nomologico, che vede anche l’opinione come certezza necessaria.

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