Mongo95 di Mongo95
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Il XIV secolo è stato a lungo rappresentato come un periodo di crisi della Scolastica, in cui si sarebbe consumato il crollo dell’equilibrio raggiunto nel secolo precedente tra fede e ragione, o tra filosofia e teologia. In realtà, è più che legittimo dubitare che tale equilibrio sia mai stato raggiunto nel XIII secolo. Soprattutto, sia per la filosofia che per la teologia, il Trecento è tutt’altro che un periodo di crisi: vengono avanzate soluzioni dottrinali profondamente innovative, e anche molto diversificate tra loro. Bisogna inoltre ricordare che nessun secolo si lascia ricondurre a un solo elemento di fondo, quando piuttosto diverse tendenze che si trovano a coesistere l’una accanto all’altra. La condanna del 1277 fa sentire i suoi effetti, soprattutto emerge l’importanza (in positivo) accordata alla contingenza, così come lo sviluppo di differenti approcci all’aristotelismo. La contingenza in questo caso è la convinzione che il nostro mondo non esaurisca tutte le possibilità della potenza divina, e che pertanto la sfera delle possibilità sia più ampia di quella dell’attualità. Quindi nasce anche la distinzione tra:

a. Potenza ordinata di Dio: Egli amministra il mondo secondo il corso regolare da Lui stesso istituito al momento della creazione
b. Potenza assoluta di Dio: la potenza non dispiegata, ciò che Egli avrebbe potuto fare in senso appunto assoluto, senza contraddizione.
La scienza assume così un carattere sempre più ipotetico-congetturale: non si tratta soltanto di descrivere la realtà così com’è, ma di immaginare differenti modelli esplicativi, che tengano conto di ciò che è possibile. Comincia a mutare anche il concetto di verità, non coincide più con il rispecchiamento fedele della realtà, ma con la coerenza logica. La verità non è una proprietà delle cose, ma delle proposizioni e va indagata e ricercata, come tale, a livello logico e linguistico. Si dà allora importanza alla logica, all’analisi del linguaggio, e alla definizione stessa degli oggetti di conoscenza: conosciamo le cose o le loro rappresentazioni? Quindi l’analisi delle modalità con cui la nostra mente si rapporta al reale.
Grande rilevanza ha anche la riflessione politica, fatto dettato dalle circostanze storiche, e in particolare dalla radicalizzazione delle tesi teocratiche portata avanti da Bonifacio VII. Il Trecento è anche il secolo in cui si consolida e si espande in tutta Europa la rete delle Università, come vero fattore del decollo scientifico dell’Occidente.

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