Mongo95 di Mongo95
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La sura 53 è un delle più amate dai mistici. Si tratta di un brano molto criptico, perché i suoi soggetti e oggetti non sono molto chiari.
Chi è questo “egli”, huwa? Che cosa sono “il loto del limite” e il “Giardino di Ma’wa”? L’opinione maggioritaria afferma che questo racconto sarebbe la narrazione del mi’raj, il viaggio notturno del Profeta nel Paradiso (indicato come janna, appunto giardino). Si ha la descrizione dell’episodio finale, quando Muhammad appare vicino al trono di Dio. Il Profeta non è un folle nel raccontare questo fatto, è il testo Coranico che giustifica questa esperienza. L’unico che gli credette immediatamente fu Abu Bakr, che appunto sarà poi noto col nome di al-Siddiq, “il Veritiero”, testificando la veridicità del Profeta.
Nei versetti si afferma che “esso” gli fu insegnato da un essere dotato di grande forza e potenza che si librava nell’aria. L’Arcangelo Gabriele? Dio stesso? Muhammad avrebbe visto Dio in persona? Questo fatto ha valenza teologica, perché una problematica discussa è quella se i defunti vedano Dio o meno.

I mistici cercano di riprodurre questo viaggio. Il brano di per sé non è esplicativo, ma si ha tutta un’interpretazione esoterica di esso. Vi sono anche contenuti i “versetti satanici”, come la stessa tradizione musulmana li identifica. Si parla di tre dee preislamiche, le più importanti divinità femminili del pantheon politeista dei meccani. La dea Al-lat non è che il femminile di Al-lah, quindi letteralmente “la dea”. Nella tradizione presialmica, Al-lat, Al-‘Uzza e Manat erano considerate figlie di Allah. In questo senso sembra quasi che Dio sia inferiore agli uomini, perché questi ultimi hanno anche figli maschi, mentre Lui solo femmine. Secondo i commentatori, un giorno il Profeta a Mecca era a colloquio con dei dignitari Coreisciti, e Satana gli sussurrò di dire questa frase: “le tre dee sono figlie di Dio e si può chiedere loro intercessione”. Quindi il Demonio tenta Muhammad, suggerendogli malignamente una frase sbagliata. Il Profeta però la pronuncia e gli interlocutori politeisti si congratulano con lui e si prostrano in adorazione. Il mattino seguente, a mente fredda, Muhammad si rende conto di aver detto una bestemmia: i versetti non vengono da Dio, ma da Satana. Dal Corano quindi sono scomparsi, e il testo è diverso da quanto suggerito da Satana: sono solo nomi inventati, le dee non esistono e furono generate dalla mente degli antichi.
I versetti satanici sono problematici, perché riflettono un’immagine del Profeta come imperfetto, mentre la tradizione agiografica afferma il contrario. I contestatori di Muhammad lo interpretano come un segnale della sua ambiguità. In ogni caso, l’episodio dice che Muhammad voleva scendere a patti coi meccani, disposto anche ad ammettere l’ammirazine di tre dee, per poi cambiare idea. Si dice che sia una manifestazione della sua sincerità, visto che l’episodio rimane a testimoniare il suo errore.

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