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Concetti Chiave

  • Agostino utilizza la filosofia platonica, principalmente tramite i neoplatonici, per esplorare i misteri della fede, reinterpretando i concetti in modo originale.
  • La sua concezione dell'immutabilità del vero e dell'essere si distacca dall'oggettivismo platonico, ponendo il focus sulla persona e sulla Trinità divina.
  • Agostino vede il Bene, identificato con Dio, come la fonte delle idee e della verità, offrendo un percorso dal relativo all'assoluto.
  • La verità, secondo Agostino, è sempre un mistero, poiché Dio è incomprensibile, ma può essere compresa attraverso la fede.
  • Il pensiero agostiniano rappresenta un'importante evoluzione rispetto al platonismo, integrando la dimensione personale e la relazione con Dio nella ricerca della verità.

Qual è l'influenza del platonismo su Agostino?

Nel suo sforzo di penetrare, per quanto possibile, i misteri della fede, Agostino adopera soprattutto, come strumento, la filosofia platonica, conosciuta più attraverso i neoplatonici che direttamente (poiché Platone era poco tradotto in latino). Ma la sostanziale fedeltà allo spirito del platonismo non gli impedisce di vederne i concetti in una luce assolutamente nuova.

L'originalità del pensiero di Agostino

Platonica è l'affermazione che il vero, come l'essere, è uno e immutabile: ma il modo in cui Agostino concepisce tale immutabilità è originale e straordinariamente moderno. Platone, come tutto l'antico pensiero greco, aveva concepito il vero e l'essere in una forma che noi diremmo (impropriamente) "oggettivistica", mentre Agostino trasporta quei concetti in un modo di vedere che ha il suo centro nella persona: e cioè, in primo luogo, nella Trinità divina, e poi nell'anima umana, che ne è l'immagine.

La concezione agostiniana del Bene

Platonicamente, ciò che costituisce l'essere e la verità stabile al di sopra del divenire sono le idee; ma Agostino risale più in là: a quel Bene che già per Platone irraggiava la luce in cui risplendono le idee, e che ora diviene la fonte stessa delle idee; poiché il Bene è Dio. Nel pensare così Agostino era stato preceduto da Filone e da molti Padri della Chiesa, per i quali le idee sono simili a pensieri della mente divina: ma nessuno come Agostino seppe indicare così bene la via per risalire dal relativo all'assoluto, dall'anima a Dio, dal pensiero della verità che vive temporalmente nella nostra mente a quella Verità in sé che vive nell'eternità e che è Dio stesso, infinito e immutabile.

Il mistero della fede e della verità

Senza dubbio in questo passaggio rimane sempre una dimensione di mistero, perché Dio è incomprensibile: ma Agostino mostra che anche la verità razionale può risplendere per noi solo sullo sfondo di questo mistero, con cui ci mette in contatto la fede. La verità, egli ribadisce continuamente, presuppone la fede.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del platonismo nel pensiero di Agostino?
  2. Agostino utilizza la filosofia platonica come strumento per esplorare i misteri della fede, reinterpretando i concetti platonici in una luce nuova e personale, pur mantenendo una sostanziale fedeltà allo spirito del platonismo.

  3. In che modo Agostino differisce da Platone nella concezione del vero e dell'essere?
  4. A differenza di Platone, che vedeva il vero e l'essere in modo "oggettivistico", Agostino centra la sua concezione sulla persona, in particolare sulla Trinità divina e sull'anima umana, rendendo la sua visione originale e moderna.

  5. Qual è la relazione tra il Bene e le idee nella filosofia di Agostino?
  6. Agostino identifica il Bene con Dio, considerandolo la fonte delle idee, a differenza di Platone, che vedeva le idee come entità stabili. Agostino offre una via per risalire dall'anima a Dio, evidenziando la connessione tra la verità temporale e quella eterna.

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