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Lo scopo principale è quello di conoscere Dio e l’anima. Quest’ultima è la via di accesso al mondo intelligibile e al divino. Si ha un “privilegio dell’interiorità”, il mondo sensibile non è in grado di condurre alla piena verità, per la sua instabilità e incessante mutevolezza.
Non si può neppure ritenere che la sensazione derivi da un’azione reale degli organi di senso e dei corpi esterni sull’anima. La sensazione consiste invece nella consapevolezza che induce l’anima a elaborare da sé, e non a ricavare dall’esterno, le immagini delle cose sensibili. L’anima dunque è sempre attiva, e non passiva, nelle sensazioni.
L’anima ritrova in sé delle verità intelligibili assolutamente stabili ed eterne. Ma esse non provengono dall’anima stessa, perché anche essa è mutevole, benchè solo nel tempo (i corpi sono mutevoli anche nello spazio). Quindi provengono da qualcosa che trascende la ragione.
Si tratta di un doppio movimento: prima occorre rientrare in sé stessi, poi trascendere sé stessi in direzione del lume stesso della ragione. Dai copri sensibili all’anima razionale, e dall’anima a ciò che la illumina. Fino al contatto con Dio stesso. Egli è visto come essere puro, stabile, sussistente.

Tre aspetti da notare:
1. A partire dal riconoscimento della presenza, nell’anima, di contenuti intelligibili eterni, si ha una vera propria prova dell’esistenza di Dio: noi vediamo i contenuti intelligibili in una verità ideale che è necessariamente superiore alla mente stessa. Tale verità non può che essere Dio.
2. Se le sensazioni non sono affidabili e se la nostra mente mutevole non può essere la causa di verità immutabili ed eterne, non resta che ammettere che tali verità provengono in noi direttamente dalla verità assoluta, elargite dal lume stesso della ragione. Cioè Cristo.
3. L’anima ci permette di giungere a Dio essenzialmente perché è immagine di Dio. L’anima umana reca in sé i segni della Trinità divina
a. essere/conoscere/volere:
i. l’anima è --> come il Padre
ii. dal suo essere genera l’intelligenza di sé --> come il Padre genera il Figlio
iii. il rapporto tra essere e intelligenza si esprime come vita e volontà--> lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio
b. mente/conoscenza/amore:
i. l’anima è pensiero --> mens
ii. da esso scaturisce la conoscenza --> notitia
iii. dal loro rapporto si origina l’amore per sé --> amor
Dio è radicato dentro noi stessi, è ciò che vi è di più intimo in noi. Dio ci trasforma dall’interno, con la grazia irresistibile.

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