Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Plotino sostiene che la molteplicità degli enti è comprensibile solo in virtù dell'unità, che permette di identificare e definire ciascun essere.
  • L'UNO è un principio trascendente che non può essere definito né come causa né come relazione con gli effetti, posizionandosi al di là dell'essere e del pensiero.
  • L'UNO irradia una sovrabbondanza d'essere, dando vita alle ipostasi senza modificare la propria natura, similmente alla luce o al calore che si espande.
  • Le ipostasi, che derivano dall'UNO, sono l'Intelletto e l'Anima, con la seconda che agisce come governante dell'Universo e delle anime individuali.
  • La materia, ultima emanazione dall'UNO, è vista come una privazione d'essere, non come un antagonista dell'essere, simile al concetto di male rispetto al bene.

Indice

  1. La molteplicità degli enti
  2. L'Uno e la teologia negativa
  3. La sovrabbondanza dell'Uno
  4. Le ipostasi e la materia

La molteplicità degli enti

Plotino afferma che il mondo è costituito dalla molteciplità degli enti, e si chiede che senso abbia questa molteplicità e che significato ha ogni cosa. Egli risponde dicendo che: gli esserti sono tali in virtù dell'unità, poiché senza di essa non sarebbero identificabili; ad esempio, non si avrebbe l'esercito se esso non si presentasse in maniera unitaria, così come non si avrebbe il gregge etc. Anche enti immateriali si definiscono in relazione al criterio dell'unità, così come l'anima può dirsi virtuosa in quanto le sue facoltà tendono alla concordia.Ogni cosa risulta essere in virtù dell'unità; l'Uno è un'unità superiose, e da cui scaturiscono tutti gli enti; è il principio da cui tutto si irradia e procede, e non può essere né determinato né classificato. Plotino riconosce che l'UNO può essere pensato ed espresso solo con termini negativi, quindi si parla diteologia negativa, cioè un discorso sul principio supremo del reale, che necessariamente, deve procedere per via di negazione, cioè negando di esso le imperfette qualità degli esseri infiniti.

L'Uno e la teologia negativa

Cos'è l'uno?

L'UNO non è il Demiurgo di Platone, un essere surbordinato al mondo delle idee, da cui trae i modelli per formare il cosmo e tutte le cose; non è il dio di Aristotele, motore immobile che trasmette al mondo il primo movimento e non ha nessun rapporto con esso. E non è neanche il dio ebraico-cristiano. L'uno non si può definire causa delle cose perché essendo trascendente non può ammettere la relazione con l'effetto. L'Uno non è né essere né pensiero, perché è più dell'essere e più del pensiero, non è neppure il bene, in quanto è un'entità che richiede una relazione con qualcosa di esterno. L'UNO non si può definire neanche Uno, perché questo nome non è altro che la negazione delle molteplicità.

L'UNO è soltanto al di là dell'essere e del pensiero, oltre l'indicibile, transcendente, immanente, incorporeo e infinito.

La sovrabbondanza dell'Uno

La sovrabbondanza d'essere

L’uno per dar vita alla molteplicità degli enti, irradia se stesso la sovrabbondanza d'essere di cui è dotato, senza modificare se stesso e senza perdere la sua forza e la sua perfezione. Plotino per spiegare questo concetto, utilizza delle immagini:

  • Luce: che illumina ogni cosa, senza perdere il suo splendore;
  • Fuoco: emana il suo calore;
  • Profumo del fiore: che si espande alle cose circostanti
  • Linfa: che dalla radice dell'albero raggiunge i fiori, i rami e il tronco.
  • Le ipostasi e la materia

    Allo stesso modo l'UNO irradia l'essere, originando delle entità definite "IPOSTASI"( realtà sostanziali). Queste sono anche realtà metafisiche, infatti non le troviamo nel nostro Universo sensibile, sono:

  • Uno
  • Intelletto: per spiegare questo passaggio Plotino ricorre al concetto di contemplazione; l'intelletto sorge dall'auto-contemplazione dell'UNO, ma a differenza di questo, richiede uno sdoppiamento, tra soggetto pensante e oggetto pensato. Dunque è sia essere sia pensiero, è essere perché contempla l'UNO, ma anche pensiero quando riflette se stesso.
  • Anima: dall'intelletto procede l'anima che da un lato contempla l'UNO e dall'altro guarda l'intelletto. In questo modo diviene anima del mondo, che regge e governa l'Universo; da essa si distaccano le anime individuali che vivificano e governano i singoli corpi. L'anima occupa una posizione intermedia, tra mondo sensibile e mondo intelligibile. Plotino sostiene che è sbagliato affermare che l'anima è contenuta nel corpo, ma è meglio dire che l'anima avvolge il corpo.
  • . L'ultimo esito del processo di emanazione dall'UNO, è la materia posta dove la luce dell'essere non arriva, però Plotino tiene a sottolineare, che non si trova opposta all'essere, ma è privazione d'essere; cos' come il male, non p antagonista al bene , ma è privazione del bene.
    Studia con la mappa concettuale

    Domande da interrogazione

    1. Qual è il significato della molteplicità degli enti secondo Plotino?
    2. Plotino sostiene che la molteplicità degli enti ha senso solo in virtù dell'unità, poiché senza di essa non sarebbero identificabili. Ogni ente, anche immateriale, si definisce in relazione all'unità, che è il principio da cui tutto scaturisce.

    3. Come si definisce l'Uno nella filosofia di Plotino?
    4. L'Uno non è né essere né pensiero, né un dio subordinato al mondo; è trascendente e immanente, al di là dell'essere e del pensiero, e non può essere definito in termini positivi, ma solo attraverso la teologia negativa.

    5. In che modo l'Uno irradia la molteplicità degli enti?
    6. L'Uno irradia la sua sovrabbondanza d'essere senza modificarsi, utilizzando immagini come la luce, il fuoco e il profumo, che rappresentano come l'Uno possa dare vita agli enti senza perdere la propria perfezione.

    7. Quali sono le ipostasi secondo Plotino?
    8. Le ipostasi sono realtà sostanziali e metafisiche che derivano dall'Uno, e includono l'Uno stesso, l'Intelletto, che è sia essere che pensiero, e l'Anima, che governa l'Universo e si distacca in anime individuali.

    9. Come si relaziona la materia all'Uno e all'essere?
    10. La materia è considerata una privazione d'essere, non un'opposizione all'essere. Plotino sottolinea che, come il male è privazione del bene, la materia rappresenta l'assenza della luce dell'essere, ma non è antagonista ad esso.

    Domande e risposte

    Hai bisogno di aiuto?
    Chiedi alla community