Concetti Chiave
- Plotino sostiene che la molteplicità degli enti è comprensibile solo in virtù dell'unità, che permette di identificare e definire ciascun essere.
- L'UNO è un principio trascendente che non può essere definito né come causa né come relazione con gli effetti, posizionandosi al di là dell'essere e del pensiero.
- L'UNO irradia una sovrabbondanza d'essere, dando vita alle ipostasi senza modificare la propria natura, similmente alla luce o al calore che si espande.
- Le ipostasi, che derivano dall'UNO, sono l'Intelletto e l'Anima, con la seconda che agisce come governante dell'Universo e delle anime individuali.
- La materia, ultima emanazione dall'UNO, è vista come una privazione d'essere, non come un antagonista dell'essere, simile al concetto di male rispetto al bene.
Indice
La molteplicità degli enti
Plotino afferma che il mondo è costituito dalla molteciplità degli enti, e si chiede che senso abbia questa molteplicità e che significato ha ogni cosa. Egli risponde dicendo che: gli esserti sono tali in virtù dell'unità, poiché senza di essa non sarebbero identificabili; ad esempio, non si avrebbe l'esercito se esso non si presentasse in maniera unitaria, così come non si avrebbe il gregge etc. Anche enti immateriali si definiscono in relazione al criterio dell'unità, così come l'anima può dirsi virtuosa in quanto le sue facoltà tendono alla concordia.Ogni cosa risulta essere in virtù dell'unità; l'Uno è un'unità superiose, e da cui scaturiscono tutti gli enti; è il principio da cui tutto si irradia e procede, e non può essere né determinato né classificato. Plotino riconosce che l'UNO può essere pensato ed espresso solo con termini negativi, quindi si parla diteologia negativa, cioè un discorso sul principio supremo del reale, che necessariamente, deve procedere per via di negazione, cioè negando di esso le imperfette qualità degli esseri infiniti.
L'Uno e la teologia negativa
Cos'è l'uno?
L'UNO non è il Demiurgo di Platone, un essere surbordinato al mondo delle idee, da cui trae i modelli per formare il cosmo e tutte le cose; non è il dio di Aristotele, motore immobile che trasmette al mondo il primo movimento e non ha nessun rapporto con esso. E non è neanche il dio ebraico-cristiano. L'uno non si può definire causa delle cose perché essendo trascendente non può ammettere la relazione con l'effetto. L'Uno non è né essere né pensiero, perché è più dell'essere e più del pensiero, non è neppure il bene, in quanto è un'entità che richiede una relazione con qualcosa di esterno. L'UNO non si può definire neanche Uno, perché questo nome non è altro che la negazione delle molteplicità.
L'UNO è soltanto al di là dell'essere e del pensiero, oltre l'indicibile, transcendente, immanente, incorporeo e infinito.
La sovrabbondanza dell'Uno
La sovrabbondanza d'essere
L’uno per dar vita alla molteplicità degli enti, irradia se stesso la sovrabbondanza d'essere di cui è dotato, senza modificare se stesso e senza perdere la sua forza e la sua perfezione. Plotino per spiegare questo concetto, utilizza delle immagini:
Le ipostasi e la materia
Allo stesso modo l'UNO irradia l'essere, originando delle entità definite "IPOSTASI"( realtà sostanziali). Queste sono anche realtà metafisiche, infatti non le troviamo nel nostro Universo sensibile, sono:
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della molteplicità degli enti secondo Plotino?
- Come si definisce l'Uno nella filosofia di Plotino?
- In che modo l'Uno irradia la molteplicità degli enti?
- Quali sono le ipostasi secondo Plotino?
- Come si relaziona la materia all'Uno e all'essere?
Plotino sostiene che la molteplicità degli enti ha senso solo in virtù dell'unità, poiché senza di essa non sarebbero identificabili. Ogni ente, anche immateriale, si definisce in relazione all'unità, che è il principio da cui tutto scaturisce.
L'Uno non è né essere né pensiero, né un dio subordinato al mondo; è trascendente e immanente, al di là dell'essere e del pensiero, e non può essere definito in termini positivi, ma solo attraverso la teologia negativa.
L'Uno irradia la sua sovrabbondanza d'essere senza modificarsi, utilizzando immagini come la luce, il fuoco e il profumo, che rappresentano come l'Uno possa dare vita agli enti senza perdere la propria perfezione.
Le ipostasi sono realtà sostanziali e metafisiche che derivano dall'Uno, e includono l'Uno stesso, l'Intelletto, che è sia essere che pensiero, e l'Anima, che governa l'Universo e si distacca in anime individuali.
La materia è considerata una privazione d'essere, non un'opposizione all'essere. Plotino sottolinea che, come il male è privazione del bene, la materia rappresenta l'assenza della luce dell'essere, ma non è antagonista ad esso.