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Visione Biblica dell’uomo


La Bibbia ha una visione unitaria dell'Uomo, composto di corpo, anima, ma anche di ciò che Paolo di Tarso chiama Spirito (πνεῦμα). L'uomo non si scinde in componenti isolati. È una unità totale, che si manifesta in diversi aspetti complementari. È uno in differenti dimensioni. L'illustrazione più esplicita di questo punto di vista sull'essere umano, è visibile per il fatto che indicare un organo (cuore, mani...) equivale spesso a dire tutta la Persona, manifesta nella funzione di questo organo. Noi riconosciamo questo nel caso dei tre vocaboli : corpo, anima e spirito, che costituiscono le tre dimensioni dell’Essere Umano nell’Antropologia di Paolo.

Così, nell’Antico testamento, il corpo o bāśār, tradotto con carne (σάρξ in LXX), quando è applicato all’uomo, non riveste soltanto la dimensione biologica. Designa la Persona nella sua totalità, nella sua vita, ma anche nella sua fragilità, debolezza. L’anima (nèpèsh), che all’inizio designa la gola, poi il collo, indica la Persona umana tutta intera e vivente, nei suoi bisogni, dai più materiali fino a quello di Dio. La gola e il collo, esprimono per l’uomo la necessità di nutrirsi e respirare per vivere. Infine, lo spirito, che traduce la parola ebraica rūaḥ (πνεῦμα dans la LXX), indica l’uomo nelle sue aperture a Dio e quindi l’azione di Dio nell’uomo. Il senso originale è quello di spazio vitale, di aria, da cui derivano il soffio e il vento. Così, ciò che fa dell’uomo un essere vivente è rûah, il souffle, che Dio gli dona e che raccoglie (riprende) al momento della morte. Questo soffio vitale avvicina l’uomo a Dio, stabilendo una relazione costitutiva o fondamentale dell’esistenza umana. Noi dobbiamo andare ancora oltre rispetto alla nostra analisi. Perché non dovremmo considerare che la Scrittura vede la mente come una dimensione "celeste", che si aggiungerebbe sopra alle altre due dimensioni, psichica e carnale dell’uomo. La carne è spirituale in quanto è creata dallo Spirito di Dio stesso, che si librò all'inizio della creazione del mondo. Viene quindi da Dio come il nostro Spirito. E 'importante notare che nel primo racconto biblico della creazione, la differenza sessuale non è menzionata per gli animali, ma solo per l'uomo e per la donna. Inoltre, si trova poco dopo l'affermazione che l'uomo è immagine di Dio: « Dio disse : « facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza. Che sia sopra i pesci del mare, gli uccelli del cielo, le bestie, e tutti gli animali selvatici e che vivono sulla Terra. Dio crea l’uomo a sua immagine, a immagine di Diol o creò, maschio e femmina lo creò» (Gn 1,26-27). Qui la traduzione italiana è più precisa che quella francese che traduce in generale: « Uomo e donna » invece di : « maschio e femmina ». In effetti, le parola ebraiche sono : (zāḵār)

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