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Immagine di Dio


Molti passaggi di Gregorio di Nissa lasciano intendere che attraverso la mediazione dell’Anima, il corpo divide con essa il fatto di essere Immagine di Dio. Per i Cappadoci, il corpo condivide l’essere con l’immagine, non come l’Anima, per ragione del composto che ella forma, ma per il fatto di essere governata da questa. Questo punto si ritrova particolarmente in Gregorio di Nissa. Nel suo studio sull’Immagine di Dio in Gregorio, R. Leys afferma : « L'âme seule est […] en propriété de termes à l'image de Dieu mais cette noblesse rejaillit sur le corps en tant qu'instrument de l'âme ». E certamente per la loro alta comprensione apofatica di Dio che i Cappadoci, ereditando dalla Tradizione alessandrina della Teologia dell’Immagine, hanno potuto esprimere che il corpo intimamente legato all’anima non era totalmente lasciato da parte quando si considerava l’immagine di Dio nell’uomo. E certamente lo stesso rispetto dell’esigenza dell’apofatismo visto in rapporto alla trascendenza di Dio che fa che Massimo si limiti a associare e non integrare il corpo alla dimensione dell’Immagine divina nell’uomo.

Nell’anima, Gregorio di Nissa afferma che è ancora il νοῦς che presenta una funzione particolare di « gouvernance » sul corpo, per il fatto della sua vicinanza al Divino. Così il νοῦς è chiamato a governare il corpo, a organizzare e amminisitrare la natura dell’uomo per donare coerenza alla parte materiale dell’essere.

Questa ultima frase di questo estratto, manifesta bene come il νοῦς si riveli Immagine di Dio, quando governa la natura umana fino alla sua parte più materiale cioè il suo corpo . Massimo sembra iscriversi in questa linea interpretativa del corpo a Immagine di Dio nell’Uomo. Rispetto a Gregorio di Nissa egli aggiunge la considerazione del legame tra natura umana e Grazia Divina attraverso la Mediazione del Nous che permette alla Grazia divina di espandersi, irradiarsi, fino alla parte più materiale dell’Uomo, il suo corpo. Così, per Massimo, l’immagine divina nel νοῦς si realizza attraverso il corpo e non malgrado il corpo o contro il corpo. E dunque la sua posizione e funzione unica di mediazione di fronte all’insieme del composto umano, dell’insieme, unità umana, che giustifica in Massimo, la localizzazione dell’Immagine di Dio el νοῦς e non i fatto che sia il solo elemento dell’uomo ad avere condiviso l’unità divina prima della caduta come indica la teoria di Origene della doppia creazione.

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