La filosofia cristiana che si sviluppa dal I all’VIII sec. è detta patristica, questa nasce dal bisogno di difendere i cristiani dai loro detrattori. La patristica prende il nome dai padri della chiesa, che si sno occupati di combattere le eresie e di rendere chiari i dogmi. La prima parte si chiama apologetica, dura fino al secondo sec., da apologia, che in greco significa difesa. Con apologetica si intende l’insieme delle’lettere scritte dagli intellettuali cristiani ai vari imperatori, chiedendogli di evitare i massacri, le persecuzioni. La più antica lettera è stata scritta nel 124, da Quadrato per l’imperatore Adirano. In queste lettere si prova a rivendicare il messaggio d’amore del cristianesimo, che dovrebbe essere universale. Poi la patristica si occupa di stabilire i dogmi, ovvero la verità di fede della chiesa cristiana, perché bisognava creare delle dottrine chiare a tutti, soprattutto alla chiesa orientale, dove la dottrina cristiana poteva essere assunta in modo acritico, perché in Asia minore c’era una forte presenza della filosofia antica, quindi non si potevano evangelizzare senza creare un confronto di dee con le precedenti. Le prime lettere erano sotto forma di preghiere, perché si prendeva in considerazione il destinatario; successivamente diventano più elaborate e l’aspetto filosofico e teologico assumono più importanza, sono simili ai saggi brevi. Gli aspetti come amore, fratellanza, perdono, inizialmente erano difficili da accettare (già nello stoicismo l’uguaglianza come concetto era accettato, anche se non realmente). Una delle ultime lettere degli apologisti sono di Aristide (trovate nel 1878), era indirizzata all’imperatore Antonino Pio. Per gli diretti interessati era facile comprendere, invece per gli intellettuali romani meno. Nelle loro argomentazioni erano in grado di difendersi sia dai pagani che da altre dottrine come quella ebraica.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email