Concetti Chiave
- Avicenna distingue chiaramente tra essenza ed esistenza, evidenziando che le domande "Esiste o no?" e "Che cos’è?" non coincidono, mostrando che sono aspetti diversi di un ente.
- Il concetto di indifferenza delle essenze implica che l'essenza non è né universale né particolare, ma esiste come sé stessa, senza che il tipo di esistenza determini il suo contenuto.
- La teoria dell’emanazione delle intelligenze di Avicenna suggerisce che la Causa prima conosce ciò che fluirà da essa senza produrlo intenzionalmente, con la creazione ritenuta eterna.
- La prima intelligenza, prodotta dalla Causa prima, genera ulteriori intelligenze e sfere celesti, dimostrando un processo di moltiplicazione dal semplice all'articolato.
- Il meccanismo di emanazione continua fino alla decima intelligenza, che sovrintende al mondo sublunare e gestisce le anime umane e le forme naturali.
Indice
Qual è la differenza tra essenza ed esistenza?
Nell’ambito degli universali, Avicenna:
1. Chiarisce la differenza tra essenza e esistenza. Infatti, rispetto a qualunque ente o cosa, io posso pormi due domande distinte:
a. Esiste o no?
b. Che cos’è?
Le due domande, così come le rispettive possibili risposte, non coincidono affatto. Due enti, essendo tali, non per questo sono la stessa cosa: ciò che è diverso, in essi, non è il fatto di esistere, cioè l’esistenza, ma la loro essenza, ovvero non il fatto che sono, ma ciò che sono
Indifferenza delle essenze
2. Riflette sullo statuto che hanno le essenze, ovvero sull’indifferenza delle essenze. L’essenza di qualcosa non è in sé né universale né particolare, ma è soltanto sé stessa. L’essenza esiste sempre solo in una di queste due condizione, senza che tuttavia esse determino il suo contenuto: il tipo di esistenza non rientra mai nell’essenza di qualcosa. Essenza e esistenza (ovvero “cosa” e “ente”) non sono realtà diverse, ma intenzioni diverse, aspetti cioè di una medesima realtà che non possono essere separati effettivamente, ma possono essere considerati separatamente.
Teoria dell'emanazione delle intelligenze
o La teoria dell’emanazione delle intelligenze
Per quanto riguarda la produzione delle cose da parte di Dio, Avicenna propone una teoria emanazionista: la Causa prima non produce le cose intenzionalmente, ma neppure inconsapevolmente, piuttosto essa conosce in universale ciò che fluirà da sé, conoscendo la sua stessa bontà. La Causa prima, in quanto essere necessario, è assolutamente unica e unitaria, anche il suo primo effetto non potrà che essere unico, e si ha la prima intelligenza.
Questa tesi presuppone da una parte che la creazione sia eterna, dall’altra, che, al di là della prima intelligenza, il resto della creazione non sia opera diretta della Causa prima, ma avvenga tramite intermediari. Il passaggio dall’unità della Causa prima alla molteplicità del creato è giustificato sulla base del fatto che la prima intelligenza, a differenza della sua Causa, ha già più cose da pensare:
a. Pensando la Causa prima da cui dipende, produce l’intelligenza immediatamente inferiore
b. Pensando se stessa come in sé possibile, produce la prima sfera celeste
c. Pensando se stessa in quanto resa necessaria dalla propria Causa, produce infine l’anima della prima sfera celeste
Tale meccanismo si ripete fino alla decima intelligenza che sovrintende al mondo sublunare, e da cui dipendono tanto le anime umane quanto le forme naturali degli altri enti.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza fondamentale tra essenza ed esistenza secondo Avicenna?
- Cosa si intende per indifferenza delle essenze?
- Qual è la teoria dell'emanazione delle intelligenze proposta da Avicenna?
- Come avviene il passaggio dall'unità della Causa prima alla molteplicità del creato?
Avicenna chiarisce che essenza ed esistenza sono due domande distinte riguardo a un ente: "Esiste o no?" e "Che cos’è?". Queste domande non coincidono, poiché ciò che distingue due enti è la loro essenza, non la loro esistenza.
L'indifferenza delle essenze implica che l'essenza di qualcosa non è né universale né particolare, ma esiste solo come sé stessa. Essenza ed esistenza sono aspetti di una medesima realtà che possono essere considerati separatamente, ma non effettivamente separati.
Avicenna propone che la Causa prima non produce le cose intenzionalmente, ma conosce ciò che fluirà da sé. La creazione è vista come eterna e avviene tramite intermediari, con la prima intelligenza che genera ulteriori intelligenze e sfere celesti.
Il passaggio avviene attraverso il pensiero della prima intelligenza, che produce successive intelligenze e sfere celesti, fino alla decima intelligenza che sovrintende al mondo sublunare, influenzando le anime umane e le forme naturali.