Ambrogio


Ambrogio nacque presumibilmente a Treviri da una famiglia aristocratica romana in una data incerta: le proposte degli studiosi oscillano fra il 333 e il 340. Dopo la morte prematura del padre visse a Roma, dove ricevette un'ottima educazione. Nominato governatore delle province di Liguria ed Emilia verso il 370, si trasferì a Milano, che ne era la sede. Qui si trova un giorno a dover sedare una sommossa popolare, in occasione di violenti contrasti fra cattolici ed eretici ariani per la candidatura del nuovo vescovo. Mentre parlava la gente in chiesa, improvvisamente, a furor di popolo fu acclamato vescovo. La prima reazione fu di sottrarsi e fuggire. Del resto, anche se di famiglia cristiana, Ambrogio, secondo un uso diffuso a quel tempo, non era neppure battezzato. Ma finì con l'accettare: nel giro di una settimana ricevette il battesimo e tutti gli ordini sacri fino alla consacrazione episcopale, che avvenne il 7 dicembre 374.

Ambrogio fu uomo di battaglia, che condusse con molta autorevolezza, energia e abilità, riuscendo quasi sempre il vincitore.
Egli combatté contro tutti gli errori dottrinali del suo tempo, ma soprattutto contro l'eresia di Ario. Si oppose poi al paganesimo, che compiva i suoi ultimi tentativi di ripresa. Già si è detto, a proposito di Simmaco, della questione dell'altare della Vittoria: una prima volta Ambrogio intervenne, in occasione dell'invio di una delegazione senatoriale a Graziano, ottenendo che non fosse neppure ascoltata, ebbe però vittoria piena nella 384, quando, pur dopo la pubblica udienza concessa a Simmaco da Valentiniano II, richiamò severamente l'imperatore ai suoi doveri di cristiano e contestò punto per punto la relatio di Simmaco.
Le relazioni con la corte imperiale furono sempre molto intense, contrassegnate da un convinto lealismo verso l'impero di Roma; non sempre però furono pacifiche. Nei riguardi di Teodosio i rapporti si avviarono verso una forma di vera e propria collaborazione, data la coincidenza di orientamenti nella politica religiosa: con quest'imperatore la fede cattolica venne infatti riconosciuta come religione ufficiale dell'impero (380); non mancarono tuttavia alcuni momenti di forte attrito, dovuti alle difficoltà di stabilire limiti delle reciproche sfere d'influenza.
L'episodio più clamoroso fu quello di Tessalonica (oggi Salonicco), in Macedonia, avvenuto nel 390. Qui la folla aveva linciato il comandante delle truppe per protesta contro l'arresto di un campione del circo e Teodosio per rappresaglia aveva dato l'ordine di massacrare indiscriminatamente la popolazione, attirata nell'arena con il pretesto delle corse dei cavalli. Ambrogio, quando venne a conoscenza dell'accaduto, scomunicò l'imperatore e gli impose di sottoporsi a pubblica penitenza prima di essere riammesso in chiesa.
Ambrogio morì nel 397, dopo un episcopato durato più di vent'anni.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email