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Agostino di Ippona - Vita ed opere

Nasce a Tagaste (Algeria) nel 354 d.C. dove compie i primi studi che poi continua a Madaura frequentando la scuola di grammatica e a Cartagine quella di retorica. A Cartagine ebbe una relazione con una donna, che gli darà un figlio Adeòdato. In seguito la lettura dell’Hortensius Ciceroniano lo avvia alla riconquista della sua interiorità. Dopo aderisce al manicheismo, non essendo soddisfatto dal punto di vista religioso. Ma poco dopo aprì una scuola di grammatica a Tagaste. Dopo si trasferisce a Roma e subito dopo a Milano. A Milano entra in contatto con Ambrogio, venendo a conoscenza della sostanza spirituale e con la lettura delle lettere di Paolo riscoprì le Sacre Scritture che lo portarono alla conversione e in seguito al ritiro spirituale. Dopo ritorna in Africa, diventa prima primo sacerdote e poi vescovo, egli era in lotta contro le eresie, si dedicò agli studi biblici e allo stesso tempo alla stesura di numerose opere. Agostino morì nel 430 durante l’assedio di Ippona.

OPERE

Le opere comprendono 113 titoli, a cui si aggiungono altri 350 sermoni e circa 300 lettere. I suoi scritti costituiscono le fondamenta della teologia e della filosofia medioevale. La sua produzione può essere ripartita in: autobiografia, polemiche, filosofiche-pedagogiche, esegesi bibliche, teologiche, dottrinali, apologetiche e morali.

PENSIERO

Il pensiero di Agostino rappresenta il culmine della patristica e costituì il fondamento della teologia e della filosofia medievale. Data la complessità del suo pensiero è possibile indicarne solo a grandi linee i principali componenti.
* La lettura dell’Hortensius offrì ad agostino un attrazione alla sapienza, vista come ragione di vita. In seguito l’ansia religiosa lo indusse a rivolgersi alla Bibbia.
* La prima tappa verso la conversione è rappresentata dall’adesione al manicheismo, a cui rimase legato per anni;
*La spinta del dubbio indirizzò Agostino verso lo scetticismo, da cui si allontanò dopo l’incontro con Ambrogio a Milano, dove gli trasmise le nozioni della sostanza spiritualeK;
* Negli scritti platonici Agostino trovò molti punti di contatto con la bibbia, ma non trovò espressa la verità fondamentale dell’incarnazione, cosi si rivolse alle lettere di san Paolo che lo prepararono alla conversione.

LINGUA E STILE

L’opera di Agostino è un importante sintesi del cristianesimo e della cultura classica: i contenuti sono cristiani, ma la parte retorica e stilistica appartengono alla scuola dell’Impero.

Nello stile delle confessiones si avverte soprattutto l’esigenza di uno stile immediato, capace di interpretare i motivi della vita interiore. Nello stile del De Civitate Dei predilige la prosa.

CONFESSIO PECCATI

I testi di questo percorso prospettano il ribaltamento dei valori operato dal cristianesimo. Il passato di Agostino si rivela come un cumulo di errori basati sulle abitudini di una società che ignorava l’amore per Dio e il rispetto del prossimo. Le confessiones affascinano, perché una parte presenta Agostino con comportamenti del tutto umani, come il furto delle pere, le vicende della sua vita sentimentale, ma nell’altra parte dell’opera viene mostrato un Agostino diverso, che non è in grado di mentire a sé stesso.

CONFESSIO FIDEI

In quest’opera Agostino tratta il tema della conversione. La sua conversione è diversa da quella di San Paolo, poiché è avvenuta per gradi. Sostienen che dopo la lettura dell’Hortensius avverte la volontà di credere per dare un senso alla propria vita. Per Agostino la fede cristiana è un affidamento incondizionato a Dio.

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