pexolo di pexolo
Ominide 6528 punti

Effetto-accumulo


Negli ultimi decenni del ‘700 il processo di estetizzazione, ormai giunto alla sua fase matura, si caratterizza per un doppio movimento: da un lato c’è il processo di riduzione della cosa a pura immagine, dall’altro c’è «l’effetto-accumulo», che l’estetizzazione rende possibile e anzi promuove. Con tale espressione intendiamo la possibilità di esperire la varietà delle forme con una sorta di ebbrezza vorticosa che appartiene alla natura stessa dell’esperienza estetica. La sfera estetica si definisce dunque in base alla ‘degustazione’ della varietà, in cui è essenziale il passaggio e la rapidità di questo passaggio da una forma all’altra, che è anche detta «fruizione estetica», alludendo all’abbandono di regole normative e al trionfo del puro e semplice godimento soggettivo.

Johann Zoffany


Se le collezioni d’arte, le quadrerie, le raccolte di antichità, sono un fenomeno antico e non privo di precedenti nel mondo classico (gli aristocratici romani di età ellenistica amavano collezionare i capolavori dell’arte greca→fiorente industria delle copie romane), i quadri «alla Zoffany» sono invece un fenomeno assai più recente. Le immagini raffigurate in quadri come La tribuna degli Uffizi rendevano possibile un’esperienza visiva più varia e sinottica dell’arte italiana (il gentleman inglese poteva «fare zapping» tra una statua greca e la Venere di Urbino, un quadro di Correggio e un tondo di Raffaello, etc.). E proprio questa possibilità di passare rapidamente da una forma all’altra incomincia a diventare costitutiva dell’esperienza estetica nella sua fase matura.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email