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Il pensiero pedagogico

Herbert esprime le sue idee pedagogiche nel trattato “Dell’educazione intellettuale, morale e fisica”, pubblicato nel 1861. Spencer, riprendendo molte idee di Rousseau e di Pestalozzi, conduce il naturalismo pedagogico al suo massimo sviluppo, integrandolo con elementi positivisti e sociologici.
Il fine dell’educazione è la preparazione ad una vita completa, cioè ad una formazione della personalità, tale da poter concorrere in modo efficace al progressivo miglioramento proprio e degli altri.
A tale scopo, Spencer distingue cinque principali forme di attività umana, che, in ordine di importanza sono:
1) quelle che servono direttamente alla propria conservazione
2) quelle che,provvedendo alle necessità della vita, servono direttamente alla propria conservazione
3) quelle che hanno come scopo l’allevamento e dell’educazione dei figli

4) quelle il cui scopo di mantenere dei rapporti sociali e politici corretti
5) quelle, di tipo misto che servono a riempire il tempo libero e finalizzate a soddisfare i propri gusti ed i propri sentimenti
In base a tale graduatoria, l’educazione intellettuale si fonda soprattutto sulla scienza che, per il suo carattere pratico, meglio risponde ai bisogni essenziali della vita mentre le lettere e le arti sono relegate all’ultimo posto perché hanno solo un carattere ornamentale.
Per la conservazione della si devono studiare la fisiologia e l’igiene, per provvedere alle necessita vitali, occorre studiare la matematica, la fisica, la chimica e la biologia. Per allevare ed educare i figli occorre studiare i principi generali dell’educazione, mentre per il mantenimenti dei giusti rapporti sociali e politici si studieranno le scienze sociali e politiche. Infine, per soddisfare i propri gusti e i propri sentimenti è necessario studiare le arti, la letteratura e le lingue. Questo atteggiamento di Spencer che relega le arti e le lettere all’ultimo posto trova un riscontro nell’esigenza della borghesia industriale del suo tempo che vedeva nella scuola sono uno strumento di preparazione alla vita e quindi solo con fini utilitaristici.
L’educazione morale non ha un grande spazio nel pensiero pedagogico di Spencer. Le sue idee in proposito si rifanno alla teoria delle reazioni naturali, già sostenuta da Rousseau: il bambino deve imparare a conoscere il bene ed il male ed il vantaggio o lo svantaggio che ne derivano solo facendone un’esperienza diretta. I genitori dovranno intervenire solo nei casi di evidente necessità.
Invece, l’educazione fisica ha molto importanza e deve mirare a fare dell’uomo un “buon animale”.
La pedagogia di Spencer si diffuse rapidamente nella seconda metà del XIX secolo, ma fu oggetto di molte critiche, soprattutto per la prevalenza che egli dava alla scienza che è efficace quando si tratta di educare la mente ma non quando si deve educare la volontà. Inoltre la teoria delle reazioni naturali può servire a correggere molti difetti, ma è incapace di far acquisire quell’insieme di virtù positive a cui il bambino deve sempre e comunque tendere.

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