Concetti Chiave
- Weber contribuisce alla stesura della costituzione di Weimar, giustificando le ragioni della guerra tedesca.
- Nell'opera "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo", Weber propone che elementi culturali influenzino l'economia, contrapposto al determinismo di Marx.
- La metodologia delle scienze storiche si distingue da quella delle scienze naturali, focalizzandosi su eventi unici e irripetibili, soggetti all’interpretazione dello storico.
- Weber sottolinea l'avalutatività nelle scienze storiche, in cui gli storici analizzano cause senza esprimere giudizi di valore sui fatti storici.
- Il concetto di possibilità oggettiva è centrale per Weber, che esplora scenari alternativi per comprendere l'impatto di eventi storici diversi.
Indice
Partecipazione alla costituzione di Weimar
Difende le ragioni della guerra tedesca. Dopo il conflitto partecipa alla stesura della costituzione di Weimar.
Qual è il legame tra l'etica protestante e il capitalismo?
Opere
1.L'etica protestante e lo spirito del capitalismo Weber si oppone a Marx per trovare un rapporto struttura sovrastruttura e ritiene che siano elementi di tipo simbolico, culturale a modificare un'economia. Quest'opera era sulla linea dove è una visione religiosa che viene a determinare l'economia. Il capitalista deve rinunciare a godere dei suoi guadagni per investire questo richiede una disciplina. Rinunciare a beneficiare della propria ricchezza per costruire il capitale. L'economia capitalistica ha come conseguenza un'etica che ha come conseguenza una religione. L'attenzione per la storia e per la società collega Marx e Weber.
Weber per il suo determinismo è in contrapposizione al positivismo.
2.Scienza come professione
3.La politica come professione
4.Avalutatività delle scienze sociologiche.
Metodologia delle scienze storiche
L'argomento principale che affronta e la metodologia delle scienze storiche e sociali. Il metodo delle scienze umane è diverso da quello delle discipline scientifiche.
La storia riguarda oggetti determinati cioè individuali, costituiti da un loro specifico che li distingue da tutti gli altri e che li rende irripetibile nella loro totalità, mentre nelle scienze naturalistiche ogni fatto individuale è un caso che rientra in una legge generale. Weber parla di individualità dell'oggetto storico. Questa individualità è data dalla stessa chiave di lettura dello storico che individualizza quel fatto distinguendolo da un insieme di altri fatti che lo accompagnano, cioè è lo storico che sceglie a quali fatti dare rilevanza storica, riconoscendo a quel fatto un valore. Che risulta significativo e rilevate dal punto di vista storico. Questo fa si che anche il criterio sia individuale, sia relativo allo studioso. I fatti sono infiniti ed è lo storico che decide quali fatti siano di rilevanza storica. Webers stabilisce alcune direttive dell'analisi storica, anche Weber parla di prospettiva: la conoscenza storica è prospettica. In che mondo possiamo conciliare questo punto di vista prospettico con un punto di vista scientifico. Un punto di vista soggettivo ci può apparire come arbitrario e cioè privo di rigore. Weber ritiene che questa arbitrarietà sia superata da due caratteristiche:
Avalutatività e storicismo
La scienza storica è avalutativa e causale, cioè lo storico una volta stabiliti i fatti storici non esprime i suoi giudizi e svolge un'indagine tendete ad invidiare quali fenomeni ne abbiano causati altri.
Così si supera il soggettivismo.
Anche la scienza scientifica è avalutativa.
Lo storicismo è quella visione in cui nella storia tutto è necessità. Abbiamo anche visto come la storia sia avalutativa per cui facendo riferimento a dei valori ma non valuta questi valori cono ci sono considerazioni di tipo etico o politico. C'è un giudizio di valore che precede un giudizio storico, il giudizio storico non ti dice se una cosa è bene o è male. È una scienza descrittiva che indaga secondo cause. La scienza storica si occupa anche di valori, ma non in quanto dare giudizi di valori, perché i valori sono venti che costituiscono determinati eventi storici. I valori li considero come considero un oggetto qualsiasi. Weber stabilisce l'autonomia, però prende anche posizione nei confronti di una tendenza tipica della sua epoca, i professori di storia veicolavano giudizi politici, alterando in questo modo la loro professionalità. Le scienze naturali indagano sulle cause che inchiodano la causa, questo però non può essere fatto sulle scienze storiche. Per l'indagine sulla storia ci si basa sulla SUPPOSIZIONE non potevano esserci situazioni differenti.
Possibilità oggettiva e causazione
Weber considera ogni evento rispetto ad alternative che avrebbero potuto verificarsi. Ricostruendo gli eventi casuali di un'epoca si profilano diverse possibilità: POSSIBILITÀ OGGETTIVA
Es. A seconda del vincitore della battaglia di maratone potevano verificarsi due possibilità.
Bisogna ipotizzare: "se le vicende si fossero verificate in maniera opposta che cosa sarebbe accaduto?" La scienza storica ha bisogno dei "se".
Ipoteticamente bisogna ipotizzare una situazione in cui alcuni aspetti non ci fossero e bisogna poi chiedersi se l'evento fosse seguito allo stesso modo.
causazione adeguata: senza quelle premesse l'evento non si sarebbe verificato.
causazione accidentale: senza quelle premesse l'evento si sarebbe verificato lo stesso.
Secondo Weber la storia riguarda comunque fatti individuali e non come un esempio di categorie generali.
Weber parla di possibilità e non di necessità, come Hegel.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'etica protestante nel capitalismo secondo Weber?
- Come si differenzia la metodologia delle scienze storiche da quella delle scienze naturali?
- Cosa si intende per "avalutatività" nella scienza storica?
- Qual è la concezione di Weber riguardo alla causalità nella storia?
- In che modo Weber critica l'approccio dei professori di storia della sua epoca?
Weber sostiene che l'etica protestante influisce sull'economia, richiedendo ai capitalisti di rinunciare ai propri guadagni per investire, il che implica una disciplina e una visione religiosa che determina l'economia (come descritto nell'opera "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo").
Weber afferma che la storia si occupa di oggetti individuali e irripetibili, mentre le scienze naturali trattano eventi come casi generali. La scelta dei fatti storici rilevanti è soggettiva e dipende dall'interpretazione dello storico (come evidenziato nella sezione sulla metodologia delle scienze storiche).
L'avalutatività implica che lo storico non esprime giudizi di valore sui fatti storici, ma si concentra sull'indagine delle cause che hanno portato a determinati eventi, evitando il soggettivismo (come spiegato nella parte su avalutatività e storicismo).
Weber distingue tra causazione adeguata e causazione accidentale, sottolineando che la scienza storica deve considerare le possibilità oggettive e le alternative che avrebbero potuto verificarsi, piuttosto che limitarsi a una visione necessaria (come discusso nella sezione sulla possibilità oggettiva e causazione).
Weber critica i professori di storia per veicolare giudizi politici, alterando la loro professionalità e compromettendo l'autonomia della scienza storica, che dovrebbe rimanere descrittiva e non valutativa (come evidenziato nella parte su avalutatività e storicismo).