i Teorici del socialismo utopistico

I gravi squilibri provenienti dalla divisione del lavoro, la totale carenza di leggi che tutelino i lavoratori nei loro più elementari diritti ignorati o calpestati dall'arbitrio dei capitalisti imprenditori, gli aspetti disumani di sfruttamento ( con orari di lavoro di 14.15 ore al giorno ) cui sono sottoposti gli operai vengono denunciati dai teorici del socialismo cosiddetto 'utopistico' Simon, Fourier, Owen, Blanc, Proudhon.
Le prime teorie interessate a mettere sotto accusa gli aspetti negativi della rivoluzione industriare e a riorganizzare la società in senso favorevole alle masse tendono a risolvere la questione sociale confidando in esperimenti locali di socialismo o nella collaborazione di capitalisti filantropi ( mutualismo di Owen) o addirittura nell'intervento del potere statale (socialismo governativo di Blanc) , senza porre in primo piano il problema della lotta politica operaia per la conquista del potere, come faranno invece Marx e Engels.

Distinguendo tra ceti parassitari e ceti produttrici , Simon ipotizza una società del lavoro diretta dai rappresentanti degli operai, intellettuali , industriali e tecnici.
Nei falansters secondo Fourier non solo il lavoro viene scelto spontaneamente ( lavoro attraente) ma prevede un ricambio continuo dell'applicazione.
Owen teorizza una forma di mutualismo e cooperativismo operaio col suo piano dei villaggi di cooperazione. Escudendo ogni tipo di violenza il socialismo governativo di Blanc ritiene che lo Stato debba fornire capitali e leggi per la fondazione e la gestione delle fabbriche.

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