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Tillich - Filosofia della redenzione


Il demoniaco è quella forza che sussume tutto il reale, l’intera natura, come tensione continua che spinge oltre il limite della pienezza dell’essere vero il precipizio di un abisso di svuotamento di senso e essenza. L’uomo si trova inserito in tale polarità come essere mediano, sospeso tra la massima potenzialità pura di creazione e l’abisso distruttivo e disgregante il senso, tra l’ultra-umano divino e il sub-umano demoniaco.
Ciò si riflette dunque nel suo agire storico e culturale, a partire dalla sfera individuale-psichica, impegnata a non soccombere a una scissione che comporterebbe la perdita di libertà e autonomia, le capacità che distinguono l’uomo dagli altri esseri. Disagio che percorre l’intera nostra produzione, dalla primitive forme artistiche fino alle razionalità tecnologiche contemporanee, in modo diverso immagini e manifestazioni concrete dell’elemento demoniaco a cui tutte le forme storiche finiscono per cedere.
Presa coscienza che nessuna azione umana può essere risolutiva nella liberazione dal negativo, in quanto da esso pervasa e quindi condannata al fallimento di tutte le vie di superamento succedutesi nella storia, Tillich propone una nuova dimensione di lotta possibile: la redenzione nella grazia, l’elemento divino che irrompe nel mondano, momento risolutivo trascendente che si affianca alla futile ma necessaria resistenza antropologica al demoniaco. Nella storia intesa come kairòs, come serie di accadimenti che aprono all’eterno, l’uomo si trova a dover agire in ognuno di essi tramite la scelta, atto che per sua natura è esposto al rischio del demoniaco. Ne derivano responsabilità e libertà, le armi in questa lotta terrena obbligatoria ma il cui esito è sconosciuto. Scontro che si dipana in diverse sfaccettature in tutta la nostra storia, fino alle sue dimensioni contemporanee più razionali e distruttive.
Ciò che è certo è soltanto la vittoria della Redenzione finale nella grazia. L’evento cristologico decisivo scompagina la storia delle religioni per come si è svolta fino a tale momento. La religione stessa viene posta in una prospettiva quasi dialettica , relativizzata nel suo rapporto con la cultura (l’elemento umano pervaso dal demoniaco) e la rivelazione (l’elemento divino di redenzione), a cui le prime due sono subordinate. Nello spirito profetico di tale tensione, l’obiettivo originario di Tillich di sintetizzare l’analisi storica con gli elementi della metafisica si risolve in maniera escatologica: all’azione del demoniaco nel divenire del tempo è necessario rispondere con la prospettiva dell’eternità come redenzione del tempo. La filosofia della storia che ci descrive la dinamica dello scorrere degli accadimenti della nostra realtà con tratti metafisici si tramuta presto in una filosofia della redenzione come via per il ricongiungimento unitario con il divino oltre l’infrangersi demoniaco nel mondo, nella venuta finale del Regno di Dio come obiettivo della Storia.
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