Uno degli autori più importanti è un allievo di Hart, filosofo del diritto scozzese, Neil MacCormick, (1941-2009, è stato filosofo del diritto, è un grande scozzese esponente dello scottish national party, deputato europeo, e fece riaprire il parlamento scozzese), è uno dei fautori di una teoria, di attribuzione dei diritti soggettivi, la teoria dell'interesse= interest theory
L'attribuzione di un diritto soggettivo è giustificata dalla presenza di un interesse sottostante all'attribuzione del diritto. Il diritto viene attribuito al soggetto perché per mezzo dell'attribuzione e del suo esercizio, il diritto oggettivo ritiene che si possa soddisfare un qualche interesse rilevante.
Se la giustificazione dell'attribuzione di un diritto soggettivo è dato da un qualche interesse che per mezzo dell'attribuzione dell'esercizio del diritto viene soddisfatto, interesse che il diritto oggettivo stima come rilevante e per questo attribuisce il diritto soggettivo.
Lo scenario cambia radicalmente, cambia perché dire che il diritto soggettivo viene attribuito in ragione della presenza dell'interesse sottostante non comporta nessuna delle due complicazioni che abbiamo riferito ai soggetti che possono essere titolari del diritto soggettivo e alla presenza di diritti disponibili che invece la choice's theory poneva.

 
Queste complicazioni vengono superate guardando alla interest theory perché dal punto di vista della interest theory bisogna distinguere titolarità ed esercizio dei diritti soggettivi. Si può essere titolari di un diritto ma essere aiutati nell'esercizio. I soggetti incapaci sono titolari di diritti, ma l'esercizio del diritto può venire grazie all'ausilio di qualcun altro, come un tutore legale, un curatore.
 
È chiaro che se le norme giuridiche oggettive che attribuiscono il diritto soggettivo a qualcuno, perché vuole soddisfare un qualche interesse, può benissimo considerare quel diritto non disponibile in ragione della necessità del soddisfacimento dell'interesse soggiacente.
Se il diritto oggettivo ritiene che quell'interesse del soggetto debba essere necessariamente soddisfatto, allora è ben possibile che il diritto soggettivo che viene attribuito, grazie al quale quell'interesse può essere soddisfatto e realizzato, venga considerato indisponibile.

Per la interest theory non tutti i diritti sono necessariamente indisponibili, i diritti possono essere anche disponibili, dipende da come le norme attributive del diritto soggettivo configurano quel diritto. Se lo configurano come disponibile hanno stimato l'interesse soggiacente come necessario e non come eventuale da sodisfare per mezzo dell'esercizio del diritto. Ne consegue che laddove l'interesse sia stimato come necessario da soddisfare, il diritto soggettivo sarà qualificato come indisponibile.

La differenza con la choice's theory è che per la choice's theory i diritti indisponibili non hanno senso, dire che la giustificazione del diritto è una sfera di autonomia del soggetto, nega la possibilità che quel soggetto non possa disporre del proprio diritto. L'interest theory dice che dipende, se la norma giuridica che ha attribuito il diritto soggettivo ha stimato quell'interesse come soggiacente, che giustifica il diritto soggettivo come un interesse necessario da soddisfare e allora il diritto sarà indisponibile o un interesse non necessario da soddisfare e allora il diritto sarà disponibile.

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