HaebyB di HaebyB
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Nacque da genitori ebrei. Nel 1893 venne a mancare il capo famiglia, per questo la madre Augusta si trovò da sola a far crescere i suoi sette figli.
Quando iniziò la scuola, la Stein si distinse subito per la sua notevole intelligenza e perspicacia.
All'età di 15,16 anni decise di interrompere gli studi e raggiunge la sorella Elsa. Fu in questo periodo che Edith Stein si immerse completamente nella lettura approfondita di testi, maturando anche una posizione ateistica. Successivamente decise di riprendere gli studi e sostenere gli esami di maturità.
Si iscrisse all'Università di Breslavia ma, attratta dalle teorie di Husserl, in seguito, si trasferì a Gottinga. Qui diede la sua tesi di laurea: tema, l’EMPATIA che la Stein definì come ‘’un genere di atti, nei quali si coglie l'esperienza vissuta altrui’’e che, inoltre, rappresenta un atto consustanziale, correttivo e integrativo della mia esperienza e del mio mondo. L’empatia si attua anche nello spirito, in cui si può cogliere il mondo ideale e quei valori che spesso sono posti alla base della vita spirituale altrui. Nell'esperienza concreta l’empatia avviene mediante il ‘’corpo vissuto’’ che funge da medium della percezione empatica, mentre nell'esperienza religiosa viene, invece, ipotizzata la possibilità dell’esperienza di un Altro spirituale al di fuori della mediazione corporea. Essa va distinta, inoltre, dalla percezione e dal ricordo.

La conversione

Allo scoppiare della seconda Guerra Mondiale, Edith Stein decise di frequentare un corso da infermiera e prestò servizio in alcuni ospedali militari e nella sale operatorie. Accudì, così, i degenti malati di tifo, feriti gravi, denutriti etc. In seguito alla conversione alla fede evangelica dei coniugi Reinach (amici della Stein e di Husserl), la Stein, che si definì atea, ebbe un vero e proprio incontro con la Croce, con la forza della fede. Precedentemente, la filosofa si era dedicata alla lettura della vita di S. Teresa d’Avila e fu per questo che Edith fu portata a chiedere il battesimo.
<<Presi casualmente un libro in biblioteca; portava il titolo ‘’Vita di santa Teresa narrata da lei stessa’’. Cominciai a leggere e non potei più lasciarlo finché non ebbi finito. Quando lo richiusi, mi dissi: questa è la verità>>
Decise di entrare nell'Ordine delle Carmelitane Scalze, entrando nel convento Carmelitano (Colonia,1934) e prendendo il nome di Teresa Benedetta della Croce.

Auschwitz
(Gli ultimi anni)

La minaccia nazista iniziò ad incombere e arrivò anche per la Stein e le sue sorelle il momento di votare a favore del Fuhrer . In qualità di non-ariana Edith non poté votare e pregò le sue sorelle di votare contro Hitler. Le Carmelitane poterono votare direttamente nel loro monastero ma, nel momento in cui il presidente della delegazione si accorse che mancava un voto e chiese spiegazioni, la priora dichiarò che la Stein era di origini non-ariane. Per questo motivo, suor Teresa Benedetta fu trasferita al convento di Echt (Paesi Bassi), ma neanche lì fu al sicuro e, infatti, il 26 Luglio Adolf Hitler diede l’ordine di arrestare anche i convertiti ebraici che fino a quel momento erano stati risparmiati.
Qui suor Teresa Benedetta venne raggiunta dalla sorella, Rose.
Il 2 Agosto 1942 la Gestapo irruppe nel convento e diede l’ordine alle sorelle Stein di lasciare l’abitazione entro e non oltre 5 minuti. Le carmelitane continuarono a tenersi in contatto con suor Teresa Benedetta che, nel frattempo, si distinse all'interno del campo per il comportamento pacifico e tranquillo. All'interno del campo Edith Stein si occupò dei bambini piccoli procurando loro le cure indispensabili, dato che molte madri sembravano cadute in una sorta di prostrazione, follia ed erano tendenzialmente portate a trascurare i loro figli.
La morte di suor Teresa Benedetta rimase per alcuni anni ancora avvolta nel mistero.
<<[…]La morte della loro consorella può essere data per certa. Ugualmente certo è che ella è stata assassinata ad Auschwitz e non in Olanda […]>> (8 Aprile 1947-Lenig, capo della resistenza olandese)

Tre anni dopo fu pubblicato presso il Giornale ufficiale d’Olanda la lista delle vittime morte in deportazione e portava l’indicazione seguente:

N°44 074. EDITH-TERESA-HEDWIG STEIN.
Nata il 12 ottobre 1891 a Breslavia.
Proveniente da Echt, deceduta il 9 Agosto 1943.
N°44 075. ROSA-MARIA-AGNESE-ADELAIDE-STEIN.
Nata il 13 dicembre 1883 a Lublinitz (All).
Proveniente da Echt, deceduta il 9 Agosto 1942.
Furono uccise entrambe nelle camere a gas.
Tra i documenti inediti spicca la lettera che Edith Stein aveva inviato a Pio XI il 2 aprile 1933 supplicandolo di intervenire pubblicamente per condannare la persecuzione in atto da parte dei nazisti .

Una intellettuale femminista

Già da giovanissima, la Stein fu impegnata a difendere i diritti della donna all’interno dell’Associazione per il Diritto Femminile al Voto. Criticò la superficialità del mondo maschile che fa riferimento alla donna come il ‘’sesso debole’’. Difese e promosse l’inserimento della donna nella vita politica, sociale e lavorativa, in cui avrebbe potuto apportare il suo specifico contributo. Durante gli anni universitari, Edith tentò l’abilitazione alla libera docenza ma si scontrò con i pregiudizi e la discriminazione poiché a quel tempo ciò era cosa irraggiungibile per una donna. Non si diede,però, per vinta e continuò a tentare di raggiungere l’obiettivo dell’insegnamento, ma più tardi le venne negata l'abilitazione a causa della sua origine giudaica. Nella sua opera ‘’La donna - il suo compito secondo la natura e la grazia’’ la Stein pone la sua attenzione sul sesso maschile e femminile e riflette sui ruoli che essi occupano all’interno della società, affermando che è possibile delinearli solo dopo un’attenta analisi dei due sessi. Secondo E. Stein, la natura di entrambi sono differenti ma ciò non vuol dire che non possano godere degli stessi diritti e che non abbiano pari capacità intellettuali. Inoltre, la donna ha un ruolo fondamentale all’interno della società proprio per le sue caratteristiche (più propensa all’altruismo, più sensibile) e può,quindi, essere utile in molte professioni pubbliche. Si deve sottolineare che questa posizione nel momento storico in cui veniva enunciata si mostrava ‘’rivoluzionaria’’ e che i movimenti ‘’femministi’’ (iniziati già da qualche decennio) sono movimenti di reazione nei confronti di una società impostata secondo canoni ‘’maschili’’ e quindi tendono spesso a tener conto dei diritti senza prima procedere ad un esame globale della società stessa, composta da uomini e da donne.
La Stein, inoltre, aggiunge che il ruolo subordinato della donna e la prepotenza maschile sono dovuti alla corruzione umana derivante dal peccato originale da cui è possibile uscirne solo attraverso la grazia di Dio con il conseguente ripristino dell’uguaglianza delle persone e anche della diversità delle mansioni, come viene affermato in Galati [3, 28]
<<Non c’è né giudeo né greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina; poiché siete tutti una persona unitamente a Cristo Gesù >>

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