Concetti Chiave
- Kant e Hegel condividono una certezza conoscitiva assoluta, ma differiscono nella loro interpretazione della realtà e del soggetto.
- Schleiermacher propone una "terza via" che ammette la possibilità di interpretazione, riconoscendo l'importanza del soggetto finito e storico.
- La storicità secondo Schleiermacher è vista come un orizzonte di precomprensione, influenzato dalle caratteristiche empiriche dell'individuo.
- L'ermeneutica di Schleiermacher è un rapporto interpretativo tra il soggetto finito e l'infinito, mantenendo una conoscenza individuale ma ampliabile.
- Il pensiero di Schleiermacher si distacca dalla razionalità pura di Kant e dallo Spirito assoluto di Hegel, enfatizzando la soggettività nell'interpretazione.
Indice
Confronto tra Kant e Hegel
Sia in Kant che in Hegel, sebbene in maniera diversa e opposta, c’è sempre e comunque una certezza conoscitiva assoluta, e la mancanza di interpretazione di sorta.
La posizione di Schleiermacher
Schleiermacher rappresenta una posizione originale rispetto a queste due correnti, una terza via. Allievo del postkantiano Schulze, egli ammette la possibilità di interpretazione. Essa può avvenire dove c’è un soggetto finito, non riconducibile alla ragion pura di Kant, ma nemmeno ad una forma particolare di Spirito assoluto. Un soggetto singolo, isolato, che cerca di capire la realtà dal suo punto di vista. Un punto di vista interpretante che ha precisa storicità, perché ogni coscienza è storica (ma non in modo hegeliano, storicità come momento qualsiasi dello sviluppo e svolgimento dello Spirito). Non è possibile porsi in un’ottica “pura” che prescinde dalle caratteristiche empiriche dell’individuo, ma esiste un “orizzonte di precomprensione” a partire dal quale ognuno di noi conosce il mondo. C’è allora l’introduzione di un carattere di soggettività (che non è trascendente e con strumenti universali come quella kantian), riferita alle caratteristiche peculiari del soggetto. Concetto che può essere considerato come positivo o alla stessa stregua negativo, ai fini dell’interpretazione.
L'ermeneutica secondo Schleiermacher
Schleiermacher afferma che l’ermeneutica è:
rapporto individuale del soggetto singolo e finito che guarda agli oggetti come manifestazioni dell’infinito.
Qualunque cosa può essere considerata come manifestazione dell’infinito, che però non lo esaurisce. Il rapporto ermeneutico è un rapporto di interpretazione dell’infinito da parte del finito, con una conoscenza che rimane finita e individuale, ma sempre ampliabile e approfondibile. Un po’ quella che era la concezione di Platone.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra la posizione di Kant e quella di Schleiermacher riguardo alla conoscenza?
- Come definisce Schleiermacher l'ermeneutica?
- In che modo la storicità influisce sulla conoscenza secondo Schleiermacher?
A differenza di Kant, che sostiene una certezza conoscitiva assoluta senza interpretazione, Schleiermacher ammette la possibilità di interpretazione, evidenziando che la conoscenza è influenzata dalla storicità e dalle caratteristiche empiriche del soggetto (come indicato nel testo).
Schleiermacher definisce l'ermeneutica come un "rapporto individuale del soggetto singolo e finito" che interpreta gli oggetti come manifestazioni dell'infinito, mantenendo una conoscenza finita e individuale, ma sempre ampliabile (secondo il testo).
Secondo Schleiermacher, ogni coscienza è storica e il soggetto non può adottare un'ottica "pura" che trascenda le sue caratteristiche empiriche; esiste invece un "orizzonte di precomprensione" che guida la conoscenza del mondo (come descritto nel testo).