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Gnoseologia
L’interpretazione può essere rivolta anche alle altre persone, con quindi l’oggetto che non è un testo, la realtà in generale, o l’infinito. Che accade in questo caso? C’è una certa analogia:
Ogni singola persona si rivela essere un qualcosa di infinito, inesauribile nella sua comprensione. Persona intesa come nucleo sentimentale da cui si dipartono opere e azione, che sono proprio ciò che conosciamo in prima istanza. È il nucleo vero e proprio che si conosce progressivamente, ma mai compiutamente. La persona è quindi soggettività infinita, di cui si può intuire un’unità, ma non conoscibile del tutto. Lo stesso vale chiaramente anche per se stessi.

  • Teorizzazione esplicità dell’ermeneutica
Schleiermacher è stato il primo a trasformare l’ermeneutica da interpretazione specialistica dei testi a questione generali di comprensione. Dilthey, che sarà il teorico delle Geisteswissenschaften, affermerà poi che il motore di questa definizione è una necessità etica di interpretare l’individualità altrui. L’idea dell’accesso all’individualità sarà ciò che poi appunto caratterizzerà le scienze dello spirito, mentre nel campo delle scienze della natura si ha l’applicazione di schemi generali che non toccano l’individualità. Schleiermacher avrebbe quindi centrato il punto dell’ermeneutica: individualità, sia nel soggetto che nell’oggetto. Non si è interessati a schemi generali, ma nel coglimento dell’individualità, in cui è anche possibile identificarsi.
E tutto ciò è chiaramente in opposizione a kantismo e idealismo, in cui individualità e alterità vengono del tutto negate.
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