pexolo di pexolo
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L'uomo ignora la realtà, e ne è ignorato, ma l'illusione filosofica, esorcizzando il dualismo produce una condizione di falso sapere, che rassicura l'uomo attenuandone la tensione conoscitiva. L'analisi esistenziale, in quanto non può dare comprensione del senso dell'essere, deve mirare, secondo l'insegnamento kierkegaardiano, non alle essenze, ma a ciò che esiste. Scrive Sartre in L'Esistenzialismo è un umanismo: «C'è almeno un essere in cui l'esistenza precede l'essenza, un essere che esiste prima di poter essere definito da alcun concetto: quest'essere è l'uomo, o, come dice Heidegger, la realtà umana, esserci (Dasein)... L'uomo, secondo la concezione esistenzialista, non è definibile, in quanto all'inizio non è niente; sarà solo in seguito, e sarà quale si sarà fatto. L'uomo è soltanto quale si vuole.., non è altro che ciò che si fa». Così inteso, l'Esistenzialismo non è una filosofia, cioè un sapere relativo a una materia compiuta e definita. L'uomo esiste, ma la sua realtà è un farsi continuo; un «progetto» senza compimento: la sua immagine non è quella esaltata nell'Idealismo come un momento dello spirito, o nelle religioni come immagine di Dio stesso; nel suo cammino non c'è la mano della Provvidenza, né la luce della scienza; l'uomo non ha fini, né può attingere senso universale della realtà. La filosofia è una «orientazione» sul proprio esserci; non ci sono «essenze» cui possa applicarsi.

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