pexolo di pexolo
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L'Atomismo logico comporta, sul piano ontologico, una forma di realismo che connette le verità generali della logica alla verità degli oggetti. Wittgenstein inizialmente mutuò da Russell i termini e la connotazione di «fatto» ed «evento», ma dopo la revisione che fece negli anni Trenta indusse Russell ad ammettere che i principi della logica, non avendo il carattere di evidenza immediata che ha la conoscenza fattuale, prendono loro carattere di verità dalle regole analitiche a priori del linguaggio; ciò comportò uno sviluppo della filosofia di Russell in senso parzialmente nominalistico. Wittgenstein trasse da Russell il senso dei limiti della conoscenza umana, con conseguente ridimensionamento della filosofia a semplice «descrizione dei fatti»; tuttavia, mentre Russell ebbe sempre vivo il senso dei valori (come testimonia la sua alacre attività di ricerca, e la fiducia che la socievolezza favorisca la coesione sociale senza danno della felicità individuale), Wittgenstein invece trasse dal sentimento dei limiti della conoscenza umana un «solipsismo», cioè la convinzione che il senso della vita non sia attingibile universalmente, bensì solo nell'autocentralità dell'individuo, che rimane unico riferimento a se stesso. Il programma del Circolo di Vienna fu di dotare le scienze di un comune linguaggio formalizzato, secondo l'insegnamento di Russell, il cui Neoempirismo era finalizzato a smascherare il non senso della filosofia.

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