Mongo95 di Mongo95
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Nell’Interpretazione dei sogni coesisterebbero due punti di vista nei confronti delle dinamiche psichiche. Energetico, che tratta la vita psichica come un flusso quantitativo di energia, una prospettiva quantitativa che si rifà al Freud fisiologo, che nei primi anni della sua formazione si occupa di neurofisiologia. Prospettiva che però non scompare mai completamente, e rimane difficilmente conciliabile con la prospettiva ermeneutica. A seconda della pressione istintuale, servono stimoli scatenanti esterni più o meno forti, in un rapporto inversamente proporzionale. Idraulica del desiderio completamente svincolata dalla questione ermeneutica.
A volte in Freud prevale una considerazione rispetto all’altra: la pressione interna della forza psichica, oppure il senso dietro l’immagine. La considerazione di queste due prospettiva rimane sempre problematica, e non si riesce mai a capire se Freud parli per analogia o no nelle sue metafore (eg. la deformazione). I modelli teorici di Freud però, col tempo, trovano sempre minore collocazione fisica. La psicoanalisi nasce proprio come tentativo di visione energetica della psiche mettendoci dentro anche la componente ineliminabile del senso. Non si esce dalla duplicità, ma non è un grosso problema, se si considera che il suo discorso funziona terapeuticamente. La scarica pulsionale non funziona senza utilizzare il senso, e allo stesso tempo, occupandosi del senso, ci si accorge che dietro di esso si nascondono quantità di energia psichica che devono essere lavorate fino all’appagamento. Il desiderio è un processo energetico, che però deve necessariamente costituirsi una sovrastruttura simbolica. Quindi contrasto tra piano della forza e piano del linguaggio, dovendo attuare una distinzione in due aspetti che coesistono ma mai perfettamente. La psiche è un fenomeno naturale che non sarà mai solo cultura, ma per spiegare alcuni suoi fenomeni si deve anche ricorrere a componenti culturali, che spiegano come si portano avanti le dinamiche energetiche.

Il passaggio dall’energetica pura all’ermeneutica vera e propria Freud lo attua a partire dal Progetto (1895), dove ancora si parla soltanto di energetica: ci sono dei neuroni legati al mantenimento della psiche in stabilità energetica. Psiche che cerca sempre lo stato di equilibrio, rifacendosi a modelli di felicità classici, con piacere uguale a assenza di turbamento. La psiche vorrebbe rimanere chiusa al proprio interno, rivolgendosi all’esterno soltanto quando le sono precluse altre possibilità di appagamento. Si ha un processo primario, in cui la psiche tenta di soddisfarsi da sola, un processo di scarica endogena. Principio di sostanza nel sistema, che tende a ridurre le proprie tensioni a zero, liberandosi delle sue quantità. Però la tendenza originaria del sistema neurotico all’inerzia dele essere superata, mettendo in discussione il funzionamento isolato del sistema.
Il superamento del principio di costanza porta dall’energetica all’ermeneutica, quando l’alterità diventa la seconda scelta per il soddisfacimento, che non è soddisfatto del processo primario interno. Questo è ciò che critica Ricoeur. La nevrosi poi è il rifiuto del sapere che necessitiamo anche del mondo esterno. Il rifiuto del principio di realtà e inibizione dell’autoreferenzialità. Idea che emblematica della psicologia infantile, con il bambino che cerca sempre di soddisfarsi in modo autonomo, e solo dopo cerca l’esterno, creando una relazione con altri individui.
Pertanto l’idea scientifica del Progetto è destinata a naufragare, rimanendo speculazione e non riuscendo a tramutarsi in dati empirici concreti. L’Interpretazione, nel capitolo VII, supera tutto ciò e preparare il campo al ruolo dell’ermeneutica. Ma se l’energetica era chiaramente endogena, anche l’interpretazione, che di per sé è sempre rivolta all’esterno, in Freud rimane comunque legata alla risoluzione interna dei processi psichici nell’ambito dei sogni. Quando il sintomo si trasforma in simbolo, con un messaggio, si ha il primo comparire dell’ermeneutica, con l’interpretazione individuale del significato di alcuni simboli per l’individuo.
Infine si hanno gli Scritti metapsicologici, con anche il rapporto con l’istinto, ultima forma di sopravvivenza di interpretazione quantitativa della psiche, ma che nell’uomo si trasforma in rappresentazione. L’energetica non scompare, ma il suo peso diminuisce al minimo nei confronti dell’ermeneutica. Accanto all’ermeneutica freudiana, Ricoeur prepara il campo per esporre la propria, legata all’alterità, che non chiude l’Io in se stesso o nella ricerca dell’essenza del turbamento, nell’autosufficienza estrema.

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