Mongo95 di Mongo95
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Il contenuto latente non offre una bella immagine di sé, ma vergogna e sofferenza. Questo è quindi il sospetto che si trova in Freud. Accanto a lui ci sono anche Nietzsche e Marx, accomunati dalla tendenza a individuare un livello manifesto e un livello latente, con l’atteggiamento generale di sospettare che ciò che scopriremo a livello latente non sarà piacevole, ma che comunica qualcosa di spiacevole sull’umanità. Tutti autori che secondo Ricoeur peccano nell’aver dato all’interpretazione del contenuto latente una condizione “preordinata”, definendo l’atteggiamento dell’ermeneutica come di sospetto: lo sguardo da gettare sul simbolo/contenuto culturale non deve essere benevolo, ma deve demolire la struttura di forza in cui noi siamo nati, e che si riflette nella nostra coscienza. È avvenuto un lavoro di mistificazione collettiva che fa si che la nostra visione del mondo risenta di coordinate completamente sfalsate. È quindi necessario un metodo di demistificazione dell’esperienza che sembra naturale e oggettivo. Verità come menzogna.

Valore d’uso che sopravvive solo se ci si applica la forma fenomenica del valore di scambio. Quindi il sospetto che dietro quest ultimo ci sia appunto un autentico valore d’uso che va recuperato. Oppure rapporto tra struttura e sovrastruttura: un mondo sociale di norme giuridiche, sociali e religiose che non sono altro che il riflesso di una struttura economica che viene legittimata. Una struttura di rapporti di potere economici, su cui si crea una sovrastruttura illusoria di valori e precetti che sono funzionali al mantenimento e giustificazione delal struttura, passando però come realtà indipendenti. Non tanto un utilizzo strumentale, quanto un dispositivo di produzione di senso proprio (capitalismo) che intacca entrambe le classi sociali (borghesia e proletariato).
Per lungo tempo nella storia dell’umanità la volontà di potenza ha avuto bisogno di valori assoluti, costruendo un mondo sopra il mondo, con anche una trasposizione religiosa. Assoluto che non cambia e rassicura, permettendoci di relativizzare la nostra fragilità corporea. Ciò è stato necessario per gran parte della storia dell’umanità. Ma ad un certo punto non se ne dovrebbe più sentire il bisogno, eliminando questo secondo mondo fittizio e guardando in faccia la realtà dionisiaca della volontà di potenza. Fonte di estremo godimento per la vita, che porta con sé la consapevolezza inevitabile della fine, l’esperienza del tragico che accompagna la transitorietà nella fedeltà alla terra. Verità dell’assoluto quindi come menzogna protettiva.

Nella modernità, questi tre autori hanno fatto del loro meglio per demistificare alcune coordinate della nostra esperienza consapevole, andando alla ricerca, con atteggiamento sospettoso, di ciò che ci potesse essere dietro, temendo il peggio. Tutti e tre hanno trovato la fonte della mascheratura (messa in cifra) in tre dinamiche e, per strade differenti, hanno cercato un metodo di decifrazione che smantellasse il metodo di cifratura fatto dall’istanza originaria. Compiere in senso inverso il lavoro di falsificazione. Freud lo fa con il sogno e il sintomo nevrotico. Marx con il problema delle ideologie nei limiti dell’alienazione economica. Nietzsche con l’aspetto di debolezza e forza nella volontà di potenza.

Sospetto sulle illusione della coscienza, decifrazione, con il fine di un’estensione della coscienza stessa. Presa di coscienza in Marx con la liberazione della praxis. Nietzsche con l’aumento della potenza dell’uomo e la restaurazione della sua forza. Freud con il miglioramento delle condizioni di salute del paziente, appropriandosi del senso che gli era stato estraneo.

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