Mongo95 di Mongo95
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Freud ritiene che i contenuti fantastici non alludano ad un futuro, ma guardino ad un passato substorico della specie, cioè ad un’immagine sepolta dell’inconscio, le vicende dell’orda primitiva, l’eredità arcaica, etc. I contenuti non possono essere utilizzati in maniera progressiva, ma hanno funzione soltanto regressiva: non possono essere proiettati nel futuro per delineare una società alternativa, come vorrebbe fare invece Marcuse. L’impostazione freudiana dà alla fantasia un carattere puramente utopico. Ma per Marcuse essa può diventare davvero l’organo che ha funzione cognitiva, che può essere quella di una delineazione di un ordine civile fondato su un principio di realtà alternativo al nostro. Nella fantasia, “eden” di unità perduta di universale e particolare, soddisfazione integrale di istinti di vita in virtù di riconciliazione di principio di realtà e principio di piacere al di là di ogni repressione conciliabili. La possibilità di proiettare tutto ciò al futuro è per Freud utopia, per Marcuse fattibilità.

Parlando di valore della fantasia rispetto al futuro, Marcuse intende la sua funzione critica. È alla fantasia che viene riconosciuta la funzione che la Scuola di Francoforte solitamente attribuisce alla razionalità. Essa ha il compito di liberare e individuare l’alternativa allo stato presente, un’altra forma di civiltà. Ci sono dei precedenti nell’arte dei surrealisti. Era la ragione che individuava la potenzialità dell’esistenza, cioè l’essenza; qui è la fantasia.

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