pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Secondo il Razionalismo critico, il criterio di scientificità di una teoria e non tanto o non solo, nel riferimento esperienziale quanto nell'esplicitare le condizioni alle quali essa e valida, e in assenza delle quali essa è confutata. Secondo Popper, la verifica induttiva degli asserti scientifici che dall'esame di un certo numero di casi inferisce generalizzazioni estensibili a tutti i casi simili, non è un metodo attendibile e completo, perché non è possibile ricavare enunciati generali da una somma, per quanto grande, di esperienze particolari. Per questa sua incompletezza, il metodo induttivo non offre un criterio di distinzione degli enunciati scientifici da quelli metafisici: infatti, anche quelli scientifici, sulla base del metodo induttivo risultano non controllabili essendo accompagnati dalla tacita riserva che possano venir modificati dopo ulteriori osservazioni. La storia del problema della «demarcazione» può, a parere di Popper, cosi essere riassunto: l'Empirismo classico non ha fornito un criterio di demarcazione o per evidenziare il carattere non metafisico di un sistema di teorie; a loro volta, Kant e Hume hanno inutilmente affrontato il problema; sulle orme degli empiristi, i positivisti hanno valutato scientificamente legittimo soltanto ciò che deriva dall'esperienza; infine, il Neopositivismo fa della scienza un sistema asserzioni, riconoscendo come scientifiche soltanto quelle riconducibili a fatti di esperienza. Al contrario, secondo Popper, il criterio di demarcazione deve poggiare sulla «falsificabilità» degli enunciati scientifici.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017