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Karl Popper

Karl Popper opera una revisione critica dell’Empirismo logico e ne supera l’induttivismo, criticando il principio di verificazione (perché richiederebbe un numero infinito di prove di verifica). Con il falsificazionismo egli definisce un nuovo criterio di demarcazione fra scienza e non-scienza. Alla base della teoria scientifica c’è un metodo ipotetico - deduttivo. Le proposizioni scientifiche si distinguono da quelle metafisiche perché falsificabili. L’esperienza serve non a fondare, ma a confutare una teoria. Anche se non sono falsificabili, le idee metafisiche possono, comunque, avere importanza per lo sviluppo della scienza: Popper distingue un contesto della scoperta (in cui anche le idee metafisiche hanno efficacia) da un contesto della giustificazione (in cui ha valore scientifico solo ciò che è falsificabile). La scienza opera mediante congetture e confutazioni. Popper sostiene il fallibilismo: nella scienza, come nella vita, si impara dagli errori, Esiste un’unità metodologica fra scienze della natura e scienze storico- sociali.

Popper, inoltre, critica lo Storicismo (la pretesa di descrivere delle ‘leggi di sviluppo” della. società, da cui formulare previsioni sullo sviluppo stesso, è antiscientifica perché non falsificabile) e l’Olismo, concezione organicistica e totalizzante. Contro la società chiusa egli sostiene la società aperta, centrata sulla libertà e sul metodo democratico.

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