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Karl Raimund Popper (Vienna, 1902 – Londra, 1994)

Popper si è occupato dell’agire politico e della filosofia della scienza.
La natura della conoscenza scientifica: la sua filosofia si può collocare nel neopositivismo. È un grande ammiratore di Einstein.

1. Appassionata difesa e rivalutazione della metafisica: l’uomo è un filosofo (= Aristotele) e non può prescindere dall’interrogarsi sui problemi umani. Le risposte della metafisica non devono essere dogmatiche, ma la metafisica è materia nobile perché è propria dell’uomo, è ineludibile. Le nostre domande aspirano ad andare sempre oltre il contingente.

2. Criterio di demarcazione tra scienza e non scienza: i neopositivisti dicono che scienza è ciò che è verificabile. Per Karl Popper, invece, il criterio di demarcazione non è il verificazionismo (ogni asserzione deve tenere conto di tutti i casi, cosa che è impossibile), ma il falsificazionismo (basta un caso contrario per confutare un’asserzione). Bisogna poter sottoporre a dei possibili casi falsificanti quella disciplina o quell’asserzione e quindi porre la scienza di fronte a possibili falsificatori. Un’affermazione non è scientifica se non può essere smentita. La provvisorietà è l’elemento costitutivo di se stessa. Noi possiamo imparare dai nostri errori: la possibilità di errore è implicita in ogni scoperta.

3. La scienza procede per congetture e confutazioni: è una specie di procedimento di tentativo ed errore (trial and error). La scienza è un edificio fondato su palafitte (= Kant: è uno strumento per l’uomo). Però c’è comunque una certa persistenza delle teorie scientifiche! Critica il marxismo e la psicanalisi, che pretendono di porsi come interpretazioni scientifiche della realtà: però non sono falsificabili! Perché la psicanalisi, quando tenta di interpretare la vita psichica, trova sempre un’ipotesi ausiliaria di riserva, e nel marxismo, quando un’ipotesi principale non funziona, se ne trovano altre -> ci sono sempre delle ipotesi ausiliarie.

Quando Popper soggiorna in Nuova Zelanda scrive “La società aperta e i suoi nemici”: come si giustifica a livello teorico la vera importanza della democrazia? Perché i sistemi democratici sono preferibili a qualsiasi forma di governo? Perché, anche se c’è una cattiva democrazia, è sempre falsificabile: i cittadini sotto una dittatura sono sudditi, invece in democrazia è possibile cambiare. La democrazia esprime una società aperta. In questo senso Popper critica fortemente la filosofia hegeliana e tutte quelle filosofie che intendono lo stato come totalità organica, poiché non vi è possibilità di cambiamento.

Vi sono due tipi di governo:
- Eliminabile senza spargimenti di sangue -> democrazia: è l’uso della ragione in campo politico
- Eliminabile solo con una rivoluzione -> tirannide / dittatura

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