Concetti Chiave
- Il rapporto tra Popper e il neopositivismo è complesso, con interpretazioni che lo vedono sia come dissidente che come critico della corrente neopositivista.
- La falsificazione, secondo Popper, è un criterio di demarcazione che distingue la scienza da altre forme di conoscenza, a differenza della verificazione che è un criterio di significanza.
- Popper rifiuta l'induzione come metodo per costruire teorie scientifiche, sostenendo che l'esperienza sensibile deve servire a sconfessare le teorie piuttosto che a giustificarle.
- La costruzione di una teoria avviene nella mente dello scienziato, il quale deve cercare casi che possano mettere in crisi la propria teoria, promuovendo una visione deduttivistica.
- Il ruolo dell'esperienza sensibile è reinterpretato da Popper come un tribunale per giudicare le teorie, piuttosto che come base per la loro formulazione.
Indice
Il rapporto tra Popper e il neopositivismo
Opera pubblicata in una collana di studi neopositivistici, da qui nasce il problema del rapporto fra Popper e il Neopositivismo; a tal proposito, sono state elaborate tre interpretazioni principali: per la prima, Popper sarebbe stato una sorta di neopositivista «dissidente», ma pur sempre neopositivista; per la seconda, che è una tesi dello stesso Popper, egli si riconosce come colui che ha «ucciso» il Neopositivismo logico; per la terza, che è stata quella maggiormente condivisa, ci alcuni sono aspetti della posizione popperiana molto vicini al Neopositivismo (l’esperienza empirica ha un ruolo importante nella conoscenza scientifica, la ricerca di un’unità del metodo) ed altri completamente contrapposti (falsificazione/verificazione).
Qual è la differenza tra verificazione e falsificazione?
La differenza fondamentale sta nel fatto che, mentre la verificazione era un criterio di significanza (gli enunciati verificabili hanno significato, mentre quelli non verificabili sono pseudo-significati, proprio in quanto non hanno significato), la falsificazione è un criterio di demarcazione (demarca un tipo conoscenza, ad esempio quella scientifica, da altri tipi di conoscenza, cioè divide il tipo di enunciati senza spingersi a ritenere pseudoenunciati, non-conoscenze alcuni enunciati→rivalutazione della metafisica).
Il ruolo dell'esperienza sensibile
La falsificazione, inoltre, indica una diversa funzione dell’esperienza sensibile: essa non è la base da cui partire per costruire le teorie attraverso un processo induttivo, ma è il tribunale attraverso cui giudicare le teorie; essa non si rivolge ad un “insieme di casi”, cioè non ricerca induttivamente un’enumerazione, in quanto Popper non ritiene giustificato il passaggio dal «numeroso», dalle numerose esperienze al «tutto»: l’induzione per enumerazione è un processo non giustificato per la costruzione di teorie scientifiche, che giustifichino tutti i casi simili; non è giustificabile nemmeno il processo di induzione per eliminazione, per cui si eliminano gradualmente tutte le teorie false e si considerano vere soltanto quelle che “sopravvivono”. Nemmeno l’induzione probabilistica, difesa dai neopositivisti, è giustificata; il ruolo dell’esperienza sta nella possibilità di sconfessare una teoria: costruisco una teoria, anche senza il confronto con l’esperienza (sebbene essa mi possa suscitare dei problemi, delle congetture), in un momento del tutto separato dalla ricerca scientifica in quanto tale (psicologia della ricerca→momento creativo dei problemi, delle teorie/logica della scienza→la loro elaborazione logica, la «logica della scoperta»). Il momento epistemologico fondamentale è la costruzione di una teoria (visione deduttivistica), che avviene completamente nella mente dell’uomo; il compito dello scienziato è andare a ricercare tutti quei casi che, possibilmente, fanno eccezione, che mettono in crisi la propria teoria (quasi paradossale).
Domande da interrogazione
- Qual è il rapporto tra Popper e il neopositivismo?
- Qual è la differenza tra verificazione e falsificazione secondo Popper?
- Come vede Popper il ruolo dell'esperienza sensibile nella scienza?
- Qual è il momento epistemologico fondamentale nella costruzione di una teoria secondo Popper?
Popper ha un rapporto complesso con il neopositivismo, essendo considerato da alcuni un "dissidente" e da altri come colui che ha "ucciso" il neopositivismo logico. Alcuni aspetti della sua posizione sono vicini al neopositivismo, come l'importanza dell'esperienza empirica, mentre altri, come la distinzione tra falsificazione e verificazione, sono contrapposti.
La verificazione è un criterio di significanza che distingue tra enunciati significativi e pseudo-significati, mentre la falsificazione è un criterio di demarcazione che separa la conoscenza scientifica da altri tipi di conoscenza, senza considerare alcuni enunciati come pseudoenunciati.
Popper considera l'esperienza sensibile non come base per costruire teorie attraverso induzione, ma come un "tribunale" per giudicare le teorie. L'esperienza serve a sconfessare una teoria piuttosto che a giustificarla attraverso processi induttivi.
Il momento epistemologico fondamentale è la costruzione della teoria, che avviene nella mente dell'uomo. Lo scienziato deve cercare casi che possano mettere in crisi la propria teoria, evidenziando un approccio deduttivistico alla scienza.