Popper e il nuovo metodo della scienza

Karl Popper occupa una posizione davvero rilevante nella filosofia della scienza. Inizialmente influenzato del pensiero neopositivista del circolo di Vienna, il primo Popper si sofferma principalmente sulla necessità di attuare una netta distinzione tra scienza e metafisica, e per farlo utilizza il metodo induttivo,che si basa sul principio di verificazione: da una serie di osservazioni empiriche vengono tratte delle proposizioni che possono essere verificate dall’esperienza stessa.(dal particolare al generale). successivamente però questo metodo cade sia per l’impossibilità che per la convenzionalità di verificare tutte le proposizioni induttive. viene così introdotto un nuovo metodo, detto ipotetico deduttivo che parte da deduzioni improvvise, lampi di genio che devono poi essere falsificate dall’esperienza, ossia refutabili e verificabili(dal generale al particolare. Inoltre il pensiero di Popper avanza dicendo che poiché la conoscenza è in continua crescita, allo stesso modo lo sono le teorie. Si tratta di un nuovo modello pluriteoretico che tiene conto dello scontro fra più teorie: quella che maggiormente sarà corroborata dall’esperienza, che risulterà più completa e più vicina alla verità, e quindi verosimile, verrà accettata, fino a quando non ce ne sarà un altra che meglio risponderà a questi requisiti. Detto ciò la scienza non risulta avere limiti.

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