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Demarcazione, asserzioni-base e corroborazione popperiani


Popper intende ricercare un criterio di demarcazione tra scienza e non-scienza, atto a tracciare la linea di confine tra asserzioni delle scienze empiriche e altre asserzioni. Ma, poiché il principio di verificazione non è adatto (per verificare completamente una teoria o legge bisognerebbe tener presente tutti i casi che la esemplificano = le conseguenze di una teoria sono di numero infinito, i controlli di numero finito), Popper rintraccia il criterio di falsificabilità, per cui una teoria è scientifica solo se può essere falsificata, ovvero smentita con l’esperienza (domani pioverà o non pioverà non è empirica poiché non confutabile, domani pioverà sì).
Esso è superiore epistemologicamente poiché mille conferme non rendono vera una teoria, ma basta una sola smentita per renderla falsa (scienza come universo delle ipotesi non ancora falsificate).
Le asserzioni-base sono la base del sapere scientifico, ovvero asserzioni singolari che possono servire come premessa di una falsificazione empirica, in senso metodologico. Non hanno un valore grazie a proprietà intrinseche, ma grazie agli scienziati che si trovano d’accordo a ritenerle valide. Ma poiché la comunità scientifica può sempre decidere di metterle in discussione, se ne deduce che la base empirica del sapere è priva di verità assolute (scienza non edificio stabile ma edificio su palafitte). Esse possono stabilire il carattere empirico delle teorie, e, una volta effettivamente accettate, sono il punto di partenza del controllo di una teoria. Per Popper non esistono teorie scientifiche vere, ma solo corroborate, ovvero che per il momento hanno superato un’esperienza falsificante. Il fatto che una teoria sia più corroborata di altre non significa che sia più vera di esse, quindi la corroborazione può fungere solo da temporaneo criterio di scelta tra ipotesi rivali.
Questo spiega la teoria popperiana sulla metafisica: Popper riabilita parzialmente la metafisica in quanto, nonostante non sia una scienza, non essendo falsificabile, essa non è comunque senza senso, poiché le sue proposizioni sono intelligibili perfettamente e razionalmente criticabili. Essa inoltre funge da propulsore verso la scienza (concetto di ordine nell’universo) e suo stimolo storico (input).

Bibliografia:
Con-Filosofare
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