Concetti Chiave
- Olivecrona pubblica la sua opera principale "Il diritto come fatto" in due edizioni, la prima nel 1939 e la seconda negli anni '70, con traduzioni italiane che usano titoli diversi.
- Il diritto oggettivo è visto da Olivecrona come un fatto empirico, che si muove in una realtà che condiziona i comportamenti sociali attraverso strutture autoritative.
- Le nozioni giuridiche come "diritto soggettivo" e "dovere" non hanno un chiaro riferimento empirico, ma svolgono una funzione psicologica fondamentale per orientare il comportamento degli individui.
- Olivecrona sottolinea l'importanza delle nozioni giuridiche nel fornire orientamenti comportamentali, essenziali per la regolazione della vita giuridica, nonostante la loro mancanza di riferimenti concreti.
- Il concetto di diritto di Olivecrona è quello di un fenomeno regolativo che opera come una macchina sociale, influenzando le interazioni tra gli individui all'interno della società.
Le edizioni di Olivecrona
- Olivecrona, “Il diritto come fatto” è la sua opera principale, ne esistono due edizioni, prima edizione del 1939, la seconda edizione agli inizi degli anni 70. Il parallelo con Kelsen – anche lui aveva fatto 2 edizioni della sua opera- prosegue perché la seconda edizione è più corposa della prima. Entrambe sono state tradotte in italiano, la prima con il titolo “Il diritto come fatto”, la seconda edizione tradotta con un altro titolo “La struttura dell’ordinamento giuridico”; in inglese il titolo è rimasto lo stesso “Law of facts”.
Il diritto come fatto
Il diritto oggettivo è un fatto, il diritto come fatto, dal suo punto di vista significa che – esso si muove da una filosofia generale di matrice empirica, ha un atteggiamento critico verso tutte le nozioni giuridiche proprie del diritto che non hanno un preciso riscontro empirico- egli non è dissacrante al punto di ritenere le nozioni inutili, NON lo ritiene un fenomeno ingannevole e insensato. Olivecrona sostiene che quando parliamo del diritto, parliamo del diritto come un fatto, parliamo di una serie di strutture, di apparati, di una macchina, che si muove nella realtà dei fatti e scatena o condiziona comportamenti, rispetto alle quali le persone rapportano i loro comportamenti. Il diritto è palesemente un fenomeno di regolazione sociale che si basa sul fatto che determinati apparati, strutture, sono percepite come strutture autoritative da parte dei destinatari, ovvero i soggetti componenti l’aggregato sociale, e che essi si rapportino come tali a questi apparati. Ecco perché il diritto è un fatto e si muove come una macchina.
Nozioni giuridiche e realtà
Tanto è vero che Olivecrona ci dice che noi di fronte a certe nozioni giuridiche “diritto soggettivo” e “dovere” o “obbligo”, rispetto a queste nozioni non riusciamo a individuare un riferimento empirico nella realtà, ma nonostante ciò è altrettanto vero che queste nozioni assolvono una funzione specifica e rilevante, dal punto di vista psicologico-psitico, queste nozioni comunicano ai soggetti qualcosa. L’idea che scatta nella nostra mente, è l’idea che se so di avere un obbligo, scatta l’idea che devo fare qualcosa, o che non posso fare qualcosa. Sembra banale, dice Olivecrona, ma è una banalità necessaria e importante che ci fa capire come i soggetti grazie a queste nozioni giuridiche, pur non avendo dei riferimenti empirici precisi, assolvono un compito fondamentale nella regolazione della vita giuridica. Hanno una missione di orientamento del comportamento, che è essenziale. Lo stesso vale per “sanzione” “norma giuridica”.
Domande da interrogazione
- Qual è l'opera principale di Olivecrona e quali sono le sue edizioni?
- Come definisce Olivecrona il diritto oggettivo?
- Qual è il ruolo delle nozioni giuridiche secondo Olivecrona?
- Perché Olivecrona considera necessarie le nozioni giuridiche?
L'opera principale di Olivecrona è "Il diritto come fatto", pubblicata in due edizioni: la prima nel 1939 e la seconda agli inizi degli anni '70, con un titolo diverso in italiano, "La struttura dell’ordinamento giuridico". Entrambe le edizioni sono state tradotte in italiano e la seconda è più corposa della prima.
Olivecrona definisce il diritto oggettivo come un fatto, sostenendo che esso si basa su una filosofia empirica e ha un atteggiamento critico verso le nozioni giuridiche prive di riscontro empirico. Il diritto è visto come una macchina che regola comportamenti sociali, percepita come autoritaria dai soggetti.
Olivecrona afferma che nozioni giuridiche come "diritto soggettivo" e "dovere" non hanno riferimenti empirici precisi, ma svolgono una funzione psicologica importante, orientando il comportamento dei soggetti e contribuendo alla regolazione della vita giuridica.
Olivecrona considera necessarie le nozioni giuridiche perché, pur non avendo riferimenti empirici, esse comunicano ai soggetti obblighi e diritti, orientando il loro comportamento e svolgendo un compito fondamentale nella regolazione sociale.