pexolo di pexolo
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Spirito libero

La filosofia del mattino è un filosofia della libertà, dell’uomo libero e razionale, in quanto fa riferimento alla scienza; una scienza che Nietzsche definisce “gaia”, laddove per gaia intende la sua capacità critica di emancipare l’uomo dalle sue schiavitù, dovute ai valori sovrumani. Uno spirito è libero in quanto ha sperimentato la libertà della ragione, pensa diversamente da quanto dovrebbe in base alle sue origini o al suo ambiente: il cammino verso questa conoscenza comporta la rinuncia, l’abbandono di tutto ciò che ha importanza agli occhi degli altri. Porta a sentirsi sulla terra un viandante: «Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione, non può non sentirsi sulla terra niente altro che un viandante (quello di Nietzsche è definito un “pensiero nomade”), non un viaggiatore diretto a una meta finale: perché questa non esiste. Dev’esserci in lui stesso qualcosa di errante, che trovi la sua gioia nel mutamento e nella transitorietà. Certo, per un tal uomo verranno cattive nottate (l’uomo cammina nel buio, senza orientamento), in cui sarà stanco e troverà chiusa la porta della città che doveva offrirgli riposo; forse, ancora, come in oriente, il deserto arriverà fino alla porta, e gli animali da preda gli ululeranno ora da lontano, ora da vicino, e si leverà un forte vento». Tuttavia, nella seconda parte dell’aforisma viene descritto l’avvento del mattino come il momento della salvezza, in cui ci definiamo viandanti sotto la luce del sole, quando si aprono le porte della città: «Quando la città si aprirà, vedrà sulle facce dei suoi abitanti forse ancora più deserto, sozzura, inganno e incertezza che fuori le porte, e il giorno sarà quasi peggiore della notte» (aforisma 638).

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