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Due pensieri a confronto: il concetto di volontà in Nietzsche e Schopenhauer


Sia Nietzsche che Schopenhauer conducono un’indagine approfondita sulla natura della volontà. Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è costituito dalla distinzione Kantiana tra fenomeno e noumeno: egli identifica il fenomeno con la rappresentazione, cioè l’apparenza concepita come parvenza, illusione e sogno (velo di Maia) e fa corrispondere il noumeno con ciò che si cela dietro l’ingannevole manifestazione della realtà. Egli affida al filosofo il compito di andare oltre il mondo fenomenico per scoprire la verità che fermenta sotto la crosta delle apparenze e delle illusioni. Il noumeno schopenhaueriano coincide con la forza che il filosofo chiama “volontà”: il principio che governa ogni cosa. Si tratta di una forza irrazionale, incausata e primordiale. Schopenhauer pone alla base del proprio pensiero filosofico un’equazione fondamentale: volontà uguale a corpo. Egli identifica il rapporto che intercorre tra corpo e volontà con quello che esiste tra il servo e il padrone. Il corpo, infatti, è assoggettato alla volontà, il cui unico obiettivo è perpetuare se stessa tramite l’istinto più forte degli uomini: la riproduzione. Mentre per Schopenhauer la volontà è un principio astratto che domina e assoggetta ogni essere vivente, per Nietzsche essa è il criterio che ogni individuo deve utilizzare per organizzare la propria esistenza. Dunque, mentre per Schopenhauer la volontà è un principio metafisico, per Nietzsche essa è un principio individuale. Per tale ragione Nietzsche non parla di volontà, bensì di volontà di potenza: mediante l’uso individuale della volontà l’uomo può trasformare se stesso in oltreuomo, cioè colui che sceglie di rifiutare i vecchi valori fondati sull’ipocrisia e su certezze labili per pervenire a valori autentici. Mentre l’ultimo uomo agisce sulla base di valori falsi e illusori, l’oltreuomo è mosso dalla volontà di potenza, che lo rende artefice di se stesso e gli permette di giungere ad una nuova concezione del tempo: l’eterno ritorno.
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