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Concetti Chiave

  • Nietzsche e Schopenhauer esplorano la natura della volontà, ma da prospettive filosofiche differenti.
  • Schopenhauer distingue tra fenomeno e noumeno, identificando il noumeno con la volontà, una forza primordiale e irrazionale che governa ogni cosa.
  • Il pensiero schopenhaueriano equilibra la volontà con il corpo, descrivendo il corpo come servitore della volontà, il cui scopo è la perpetuazione tramite la riproduzione.
  • Per Nietzsche, la volontà di potenza è un principio individuale che consente all'uomo di trasformarsi in oltreuomo, rifiutando valori falsi per abbracciare valori autentici.
  • L'oltreuomo di Nietzsche è colui che, attraverso la volontà di potenza, diventa artefice di se stesso e concepisce il tempo come eterno ritorno.

Indice

  1. Indagine sulla volontà
  2. Fenomeno e noumeno
  3. Volontà e corpo
  4. Volontà di potenza

Indagine sulla volontà

Sia Nietzsche che Schopenhauer conducono un’indagine approfondita sulla natura della volontà.

Fenomeno e noumeno

Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è costituito dalla distinzione Kantiana tra fenomeno e noumeno: egli identifica il fenomeno con la rappresentazione, cioè l’apparenza concepita come parvenza, illusione e sogno (velo di Maia) e fa corrispondere il noumeno con ciò che si cela dietro l’ingannevole manifestazione della realtà. Egli affida al filosofo il compito di andare oltre il mondo fenomenico per scoprire la verità che fermenta sotto la crosta delle apparenze e delle illusioni. Il noumeno schopenhaueriano coincide con la forza che il filosofo chiama “volontà”: il principio che governa ogni cosa. Si tratta di una forza irrazionale, incausata e primordiale.

Volontà e corpo

Schopenhauer pone alla base del proprio pensiero filosofico un’equazione fondamentale: volontà uguale a corpo. Egli identifica il rapporto che intercorre tra corpo e volontà con quello che esiste tra il servo e il padrone. Il corpo, infatti, è assoggettato alla volontà, il cui unico obiettivo è perpetuare se stessa tramite l’istinto più forte degli uomini: la riproduzione.

Volontà di potenza

Mentre per Schopenhauer la volontà è un principio astratto che domina e assoggetta ogni essere vivente, per Nietzsche essa è il criterio che ogni individuo deve utilizzare per organizzare la propria esistenza. Dunque, mentre per Schopenhauer la volontà è un principio metafisico, per Nietzsche essa è un principio individuale. Per tale ragione Nietzsche non parla di volontà, bensì di volontà di potenza: mediante l’uso individuale della volontà l’uomo può trasformare se stesso in oltreuomo, cioè colui che sceglie di rifiutare i vecchi valori fondati sull’ipocrisia e su certezze labili per pervenire a valori autentici. Mentre l’ultimo uomo agisce sulla base di valori falsi e illusori, l’oltreuomo è mosso dalla volontà di potenza, che lo rende artefice di se stesso e gli permette di giungere ad una nuova concezione del tempo: l’eterno ritorno.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione fondamentale tra fenomeno e noumeno secondo Schopenhauer?
  2. Schopenhauer distingue il fenomeno, che rappresenta l'apparenza e l'illusione, dal noumeno, che è la verità nascosta dietro le apparenze. Il noumeno coincide con la "volontà", una forza irrazionale e primordiale che governa ogni cosa.

  3. Come si relazionano volontà e corpo nel pensiero di Schopenhauer?
  4. Schopenhauer stabilisce un'equazione fondamentale tra volontà e corpo, descrivendo il corpo come un servo assoggettato alla volontà, il cui scopo principale è la perpetuazione di se stessa attraverso la riproduzione.

  5. In che modo Nietzsche differisce da Schopenhauer nella concezione della volontà?
  6. Mentre Schopenhauer vede la volontà come un principio metafisico che domina gli esseri viventi, Nietzsche la considera un principio individuale, definendola "volontà di potenza", che consente all'individuo di trasformarsi in oltreuomo e di rifiutare valori falsi per abbracciare valori autentici.

Domande e risposte

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