Mongo95 di Mongo95
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Il metodo di Nietzsche è la prospettiva genealogica. Il punto di partenza è la convinzione che tutti i sistemi morali si fondano non solo e non tanto su promesse non dimostrate, ma che si fondano invece su interessi profondi (non morali) che vengono espressi per meglio realizzare un loro soddisfacimento e legittimarlo in un linguaggio diverso da quello originario, cioè il linguaggio morale. Ci assiste ad una diversificazione linguistica “etica” per celare tali interessi profondi. Nietzsche intende risalire alle origini extramorali di questi principi, non quindi soltanto criticando i sistemi morali o i principi in sé, ma con una critica che retrocede e risale all’origine di certi principi e categorie. Non è il primo a farlo, ci sono le analisi per esempio dell’amico Paul Rèe. Ma si tratta di teorie che Nietzsche non vuole neppure perdere tempo a confutare, benchè la loro negatività, visto che deve piuttosto affermare la sua verità. Il programma nietzschiano, radicale, a differenza di quello dell’amico, si articola allora in cinque domande:

1. In quali condizioni e a quali condizioni l’uomo si è inventato quei giudizi di valore, buono cattivo, bene e male?
2. Che valore hanno in sé e se stessi?
3. Sono stati da ostacolo per l’uomo o di promozione? Inibenti per l’umana prosperità, floridezza e salute?
4. O piuttosto sono un segno di uno stato di necessità, di immeserimento, di degenerazione della vita?
5. Oppure esprimono pienezza, volontà di vita, forza, coraggio?
Fare ciò non è semplice vitalismo, ricondurre la morale alle mere pulsioni vitali. Il lavoro attuato in Genealogia riconduce la morale a qualcosa d’altro, che non è semplicemente il vitale. Lo smascheramento ha spettro più ampio e ambizioso. In questa ricerca si giunge a due dimensioni/realtà extramorali che generano la morale:
i. La dimensione economico-giuridico-sociale
ii. La dimensione psico-antropologica.

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