Nietzsche

Il suo modo di fare filosofia non è sistematico, spesso si esprime per battute, aforismi. Perciò si devono individuare alcuni temi.
Dionisiaco e apollineo Tema affrontato nella prima grande opera “La nascita della tragedia” (come mestiere faceva il filologo). In quest’opera tende a fare affermazioni filosofiche. Dice che la civiltà greca arcaica, prima dei sofisti e di Socrate, era dominata dall’esaltazione dei valori vitali, era un “sì alla vita”. Il segreto di questo atteggiamento è lo spirito di Dioniso (immagine della passione sensuale), ma accanto a questo si rintraccia anche lo spirito di Apollo, il tentativo si esprimere la realtà nell’equilibrio, nella misura, nella perfezione come limite. L’apollineo si esprime soprattutto nelle arti figurative, invece lo spirito dionisiaco nelle arti non figurative, come la letteratura e soprattutto la musica. Nell’età classica nella tragedia, vertice della letteratura, c’è un perfetto equilibrio tra i due spiriti, ma questo equilibrio con Euripido si rompe a favore di Apollineo. Si tenta di eliminare il dionisiaco. Il trionfo dell’apollineo si ha con Socrate, in cui c’è l’idea che la ragione deve dominare la vita (la virtù è enkrateia, ovvero autodominio). Questo non è un “sì alla vita” ma è un “no alla vita” secondo Nietzsche, infatti dice che Socrate era nemico della vita, tanto che ha voluto morire (gli amici gli organizzarono la fuga, ma lui rifiutò), ha represso l’energia vitale. E così anche Platone.

Critica al positivismo La scienza come concepita dai positivisti per Nietzsche è una divinizzazione dei fatti, ma lui il mondo non lo considera come un insieme di fatti, ma un complesso di interpretazioni. I fatti, dice Nietzsche, sono sempre stupidi. Semmai le teorie, ovvero le interpretazioni dei fatti, possono essere intelligenti.

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