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Nichilismo

La prima parte di liberazione se limitata a tale risultato,avrebbe portato a quella forma di nichilismo che Nietzche chiama passivo o anche filosofico, cioè alla convinzione che tutto quello che succede è privo di senso,accade invano,che non vi sono valori.

Infatti il nichilismo è “rifiuto radicale di valore, di senso, di desiderabilità”.
Nietzsche considera il nichilismo come il risultato della cultura europea che
da secoli si muove in questa direzione.
Attribuisce a se stesso il compito di rintracciare il lungo processo di gestazione del nichilismo.
Alla radice del nichilismo c’è la crisi, il tramonto irreversibile di una interpretazione
determinata: quella del Cristianesimo e della sua morale.
Che cosa ha offerto il Cristianesimo all’uomo?
Gli assegnava un valore assoluto, dava senso anche al male dentro un mondo che
era opera di Dio, gli consentiva la conoscenza adeguata di valori assoluti.
Ma il Cristianesimo, come antidoto contro il nichilismo, ha fallito. Dio è morto”.

Ma il nichilismo così inteso — quello che Nietzsche chiama il nichilismo passivo — non è l’ultima parola sul nichilismo. La fase del nichilismo passivo è di transizione.
Dopo il nichilismo e dal nichilismo nascerà un contromovimento, che produrrà un nichilismo attivo, quello che smaschera e distrugge fino al momento in cui si ripresenterà la necessità di nuovi valori, di uno a scopo, di una fede, di un perché.

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