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Cristianesimo e nichilismo


L'atteggiamento critico di Nietzsche di fronte alla storia si esplica in modo globale, portandolo a un giudizio negativo sull'intero decorso del pensiero europeo da Socrate fino ai nostri giorni, decorso nel quale il cristianesimo occupa un posto centrale. Mentre l'affermazione dell'elemento dionisiaco e tragico è sempre stato una rivendicazione della vita e dell'arte (non a caso nello scritto su L'origine della tragedia è detto che il mondo è tollerabile solo come «fenomeno estetico») il cristianesimo, almeno fino a quando è rimasto autentico, ha condannato l'arte e l'apparenza, in una parola, ha condannato la vita pretendendo di giudicarla in nome di certi «valori».
La stessa ricerca dell'al di là, di un mondo che sta «dietro il mondo», è espressione di un disgusto nichilistico per la vita e, in questo senso, il cristianesimo non rappresenta una reazione vitale alla decadenza ellenistica, bensì ne è la più logica prosecuzione come dimostra pure la sua acquisizione e utilizzazione del platonismo.

oprio il platonismo infatti aveva affermato la necessità di distinguere il mondo «vero», quello delle idee immutabili ed eterne, dal mondo «apparente», quello sensibile e transeunte, e aveva adottato il mondo «vero» come criterio di quello «apparente», con l'inevitabile conseguenza di screditare e negare quest'u1timo, In questo senso platonismo e cristianesimo non sono che manifestazioni successive di quel nichilismo di fondo (il dire di no alla vita) che determina l'intero corso della civiltà europea e che è giunto ormai all'estremo con la malattia storica e con la totale caduta dei valori su cui era fondata la civiltà greco-ebraico-cristiana.
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