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Eterno ritorno dell'uguale

Il Superuomo non vive il tempo come una processualità rettilinea, orientata ad un traguardo ultimo in cui ogni attimo è puramente strumentale e privo di senso in sé (struttura edipica del tempo), introdotta dai cristiani, ma come un cerchio. Il tempo si muove secondo un percorso circolare (Eraclito, epicurei).
L'uomo nuovo comprende che il tempo non ha una fine né un fine, non viviamo in vista di una meta conclusiva che dà senso a tutti gli istanti precedenti. Invece ogni attimo è pienamente dotato di senso e dunque il superuomo aderisce al presente e vive ogni momento con pienezza.
Per l'uomo vecchio il cerchio era un simbolo di oppressione da accettare con rassegnazione e passività, avverte il peso della prospettiva dell'eterno ripetersi del tutto che si carica quindi di una valenza negativa. Il cerchio può essere interpretato positivamente solamente dall'uomo felice che desidera che l'istante torni; allo stesso tempo però solo ponendosi nella circolarità posso ottenere la felicità.
Nietzsche sembra tentare una dimostrazione scientifica della circolarità del tempo per rafforzare il concetto. Secondo il filosofo nell'universo c'è una quantità limitata di energia che deve dispiegarsi in un tempo infinito, per cui la sequenza dei fenomeni è destinata a ripetersi.
I pensatori contemporanei dicono che l'eterno ritorno non è una struttura cosmologica o ontologica data ma deve essere istituito dall'uomo, va voluto (aspetto decisionale). Non tutti gli uomini riescono a volerlo, solamente quelli dotati di volontà di potenza.
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