pexolo di pexolo
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Husserl - Scritti principali


La tematica fondamentale della coscienza intenzionale è illustrata nelle Ricerche logiche (1900-1901), il cui punto di partenza è Filosofia dell’aritmetica (1891) ed il punto di vista soggettivistico attraverso cui aveva in precedenza letto le varie nozioni aritmetiche (ad esempio, interpretava la nozione di numero come frutto della funzione unificante e numerante della coscienza); tali definizioni soggettivistiche subirono una recensione stoccante da parte del logico Frege, tanto che Husserl si convinse a cambiare completamente visione della logica, esprimendo le nuove nozioni nelle Ricerche, sulla scia dell’oggettivismo e del platonismo di Frege. Nel 1910 pubblica La filosofia come scienza rigorosa, in cui predilige l’istanza metodologica, allargata poi all’istanza ontologica (senza tuttavia spingersi alla definizione di filosofia quale “scienza assoluta”, come aveva fatto Hegel, sebbene Husserl mantenga un concezione molto forte del sapere filosofico). Nel 1923 pubblica Esperienza e giudizio, nel 1931 le Meditazioni cartesiane, che sono il risultato di lezioni che Husserl tenne a Parigi, in ricorrenza dell’anniversario del Discorso sul metodo; da queste emerge l’idea di filosofia intesa, in senso cartesiano, come meditazione e nuove problematiche all’interno della fenomenologia, come quello dell’intersoggettività, un interrogativo che difficilmente si risolve in una filosofia di stampo coscienziale-soggettivistico-idealistico. Pubblicata postuma nel 1954, La crisi delle scienze europee viene considerata l’opera più famosa di Husserl.
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