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L’autosublimazione della sessualità è sublimazione non repressiva. Ciò vuol dire che sotto condizioni specifiche la sessualità può creare rapporti umani di un’altra civiltà, basata su una regressione istintuale (in quanto si passa da una razionalità strumentale a una sessualità in funzione del piacere). Regressione istintuale che nasce sull’autosublimazione. Si fa un nuovo riferimento a Freud: già egli aveva introdotto un concetto di eros che era un allargamento del concetto di sessualità. Per Freud ciò che valeva era però la sublimazione repressiva, senonchè si può intravedere anche un’altra tendenza, che diventa più netta nei suoi seguaci, cioè l’ottica che le relazioni interpersonali, alla base della società, non siano fondate esclusivamente sulla sublimazione repressiva, ma anche su rapporti non sublimati. Già in Freud ci sarebbe il concetto di sublimazione non repressiva. Si parla di “libido genitofugale”, cioè una libido che si allontana dalla supremazia genitale verso un’erotizzazione dell’intero organismo. Marcuse individua anche un’altra forma, cioè la sublimazione senza desessualizzazione, cioè quella che avviene sempre all’interno della civiltà repressa, nella quale però l’istinto sessuale è soddisfatto in rapporti non sessuali in modo genitale, ma pure sempre libidici ed erotici. Una forma di sublimazione che non consente davvero il cambiamento e il trapasso ad una società superiore, non consente l’erotizzazione della personalità.

L’autosublimazione della sessualità è un fenomeno che investe tutta la civiltà, dunque è inevitabile che sia un fenomeno sociale e implichi la formazione di una cultura. Non può mai riguardare il singolo individuo. Solo come fenomeno sociale la libido può prendere la strada dell’autosublimazione. Con l’autorealizzazione nel lavoro. Il piacere libidico non risiede più soltanto nel corpo ma si estende anche allo spirito. Qui Marcuse, già visti i presupposti filosofici, chiama in causa un’altra fonte filosofica per l’erotizzazione dello spirito, cioè il Simposio di Platone. È qui che abbiamo l’esaltazione dell’origine sessuale dei rapporti spirituali. La differenza tra sublimazione repressiva e non è che la seconda non reprime la sessualità, ma le consente di trascendere ulteriormente verso una meta superiore, la costituzione di una forma di civiltà superiore (così come in Platone si parlava delle vette della spiritualità). La forma di civiltà superiore presuppone che l’eros sia un ordine superiore che includa tutto l’ordine sociale, quindi anche il regno della necessità.

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